Biblioteca, Di Salvatore: «La Regione è assente»

29 Dicembre 2021

Il docente universitario: « È in gioco il più grande patrimonio librario d’Abruzzo Servono finanziamenti e personale specializzato, ci vorrebbe una fondazione»

TERAMO. Nel confronto pubblico sulla biblioteca regionale Melchiorre Delfico e le sue difficoltà di personale e risorse la Regione Abruzzo è il convitato di pietra. Sulla storica istituzione culturale teramana si interrogano Comune, università, Provincia, dopo le sollecitazioni fatte dall’ex direttore della Delfico Luigi Ponziani , ma nella ricerca di una soluzione gestionale che rilanci la biblioteca - consorzio di enti, fondazione - la Regione per ora è assente. Evocata da tutti, invitata da nessuno.
Lo sottolinea Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale nella facoltà di giurisprudenza dell’ateneo teramano, delegato del rettore Dino Mastrocola per le biblioteche. «Il grande assente politico è la Regione, nessuno l’ha convocata nonostante l’abbia chiesto più volte. Possiamo fare tutti i ragionamenti che vogliano, ma dobbiamo fare i conti con la Regione», dice il docente, «sulla Delfico le competenze amministrative e legislative sono della Regione, che deve dare una risposta, così come noi dobbiamo dare risposte agli studenti». Finanziamento, assetto giuridico, personale specializzato sono per Di Salvatore i temi su cui si gioca il futuro del più grande patrimonio librario dell’Abruzzo, uno dei maggiori del centro-sud: «Si sarebbe dovuto chiedere alla Regione di inserire nella legge di bilancio un finanziamento ad hoc. Non mi risulta ci sia nulla del genere». Pure la veste giuridica da cucire addosso alla Delfico è importante per il costituzionalista, per garantirle anche snellezza di azione. «La formula giuridica dovrebbe essere una fondazione, con le forze culturali del territorio», dice, «La fondazione è un ente con personalità giuridica. Può, per esempio, partecipare ai bandi. In tempi di Pnrr arriveranno soldi dappertutto, tranne che sulle biblioteche».
L’altro nodo cruciale è il personale, aspetto problematico che insieme alla carenza di fondi affligge pure la biblioteca dell’università. Il sistema bibliotecario dell’ateneo è articolato in due raccolte, la biblioteca Giovanna Mancini del Polo umanistico-bioscienze e la biblioteca della facoltà di medicina veterinaria; 200mila tra volumi, periodici, materiale multimediale e, nella Mancini, il Fondo antico. Riaperta prima dell’estate, la biblioteca dell’ateneo è anch’essa in sofferenza, bisognosa di finanziamenti, vitali per gli acquisti. Né mancano problemi di gestione del Fondo antico, «ricco di tantissimi lasciti importanti, di cinquecentine e altre opere di valore inestimabile, materiale già catalogato, ma tutto il resto?», continua Di Salvatore, «Serve personale specializzato. Non basta assumere chi apre e chiude una porta. Tra università e Delfico abbiamo 500mila volumi, una ricchezza per la provincia, un patrimonio culturale che non possiamo lasciare così. Vanno trovati i finanziamenti, fatti i bandi per affidare i progetti al personale specializzato». Secondo il giurista serve una soluzione di sistema che abbracci le due istituzioni risolvendo i problemi di entrambe: «Ma è ora di scendere nel concreto o rischiamo di arrivare in ritardo a una soluzione. Lo studente accetta di stare a Teramo se ha un’alternativa all’apericena. La biblioteca per i giovani è anche un luogo di incontro».
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