Bilanci irregolari, a giudizio l’ex sindaco

Sant’Omero, con Pompizi sono imputati anche l’ex assessore Papa e tre tecnici del Comune
SANT’OMERO. Sarà un processo ad accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Così ha deciso ieri mattina il gup Roberto Veneziano che ha rinviato a giudizio per il caso di presunte irregolarità nei bilanci l’ex sindaco di Sant’Omero Alberto Pompizi (nella foto), l’ex assessore al bilancio e alle finanze Stefano Papa, Serafino Viscioni, all’epoca dei fatti ragioniere addetto all’ufficio ragioneria del Comune e responsabile del procedimento, Christian Francia, all’epoca dei fatti responsabile del servizio finanziario pro-tempore del Comune e Livia Mirenda, all’epoca dei fatti revisore dei conti pro-tempore del Comune. Il pm Luca Sciarretta ipotizza le ipotesi di reato di falsità materiale e falsità ideologica e abuso d’ufficio in concorso. L’inchiesta è quella nata dall’esposto inviato, subito dopo l’insediamento, dalla nuova amministrazione guidata dal sindaco Andrea Luzii che chiedeva chiarimenti su numeri e cifre che avevano portato alla dichiarazione di dissesto poi sospesa dal Tar. I bilanci finiti all’esame della Procura sono quelli del 2011 del 2012. E sono soprattutto tecnicismi contabili a caratterizzare l’indagine della Procura che sul caso, all’epoca, ha affidato una consulenza. Si legge a questo proposito nel capo d’imputazione, in particolare nella parte in cui si contesta il concorso nell’abuso d’ufficio: «Alteravano la reale prospettazione dei dati finanziari del Comune di Sant’Omero e, segnatamente al saldo finanziario dell’anno 2011, che invece di essere pari a + euro 177.000,00 era pari a - euro 277.000,00, al fine di dissimulare il mancato rispetto del patto di stabilità per l’anno 2011 in misura pari a - euro 441.000,00 contro un saldo obiettivo 2011 pari a + euro 164.000,00, con ciò intenzionalmente arrecando un danno economico ingiusto allo Stato italiano e al Comune di Sant’Omero e procurando a sè e agli altri il vantaggio patrimoniale costituito dall’avere evitato l’applicazione delle seguenti sanzioni previste dalla legge per gli anni successivi in caso di violazione del patto di stabilità: divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti, riduzione di trasferimenti erariali in misura pari allo scostamento tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato». Commenta Pompizi: «Ho fiducia nella giustizia e con questo stato d’animo affronto il processo».(d.p.)
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