Bilancio, cantieri per 150 milioni: «Investimenti senza tasse in più»

D’Alberto e Di Padova illustrano i conti 2024-2026, maggiori spese sui servizi ma invariate le tariffe: «I rincari saranno coperti con risorse dell’ente, attiveremo un piano sull’edilizia residenziale pubblica»
TERAMO. Solidità, equanimità e crescita. Sono le caratteristiche del bilancio di previsione, da poco approvato in giunta, che evidenziano il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alle finanze Stefania Di Padova. Il documento che fissa introiti e spese per il triennio 2024-2026 approderà in consiglio nelle prossime settimane «in linea con la scadenza a fine marzo fissata dalle disposizioni nazionali», fanno notare gli amministratori. Il rispetto dei termini e la conferma dell’andamento positivo dei conti sono elementi rilevanti, a detta di sindaco e assessore, se considerati alla luce del contesto generale difficile in cui si trovano a operare gli enti locali. Con Pescara e Chieti in difficoltà e L’Aquila che può ancora sfruttare i contributi post-sisma 2009 quello di Teramo «è il bilancio più virtuoso tra i comuni capoluogo della regione».
RIDuzioni E RINCARI
Tra gli elementi di difficoltà i due amministratori annoverano tagli ai trasferimenti da parte del Governo per circa 600mila euro e aumenti di spese per servizi e investimenti dovuti ai rincari energetici e sulle materie prime. «Nonostante questo abbiamo garantito la tenuta sociale del bilancio», evidenziano, «evitando ad esempio l’aumento delle tasse e mantenendo una tariffazione sostenibile». Le entrate tributarie sono stimate per quest’anno in 38,96 milioni, circa il 27% degli introiti totali, di cui le voci più consistenti sono rappresentate da Tari (11,7 milioni comprensivi di accertamenti per 400mila euro) e Imu (10,86 milioni di cui 1,6 derivanti da recupero dell’evasione). Per l’imposta sugli immobili, che interessa terreni e seconde case, salvo ulteriori proroghe il 2024 sarà l’ultimo anno di esenzione applicata agli edifici resi inagibili dal sisma del Centro Italia.
TARIFFE INVARIATE
I rincari hanno inciso in particolare sui costi di gestione di mense scolastiche, trasporto alunni, asili e altri servizi a domanda. «Il Comune ha aumentato la quota a proprio carico di copertura delle spese», fanno rilevare D’Alberto e Di Padova, «senza incidere dunque sulle tariffe pagate dagli utenti». Queste ultime compensano il 34,28% dell’esborso totale indicato in 8,45 milioni: la parte restante, per oltre cinque milioni, sarà pagata dall’ente. La copertura con risorse dell’amministrazione sale al 56,46% per la refezione scolastica che ha maggiormente risentito degli aumenti. «In questo caso», evidenziano sindaco e assessore, «il Comune ha accresciuto la propria quota da 1,2 a 1,7 milioni di euro». La compensazione risponde a un’esigenza di «equità e giustizia sociale su servizi che, sebbene a richiesta, hanno comunque una forte valenza sociale».
Gli investimenti nel triennio Sul fronte della spesa D’Alberto e Di Padova fanno notare i quasi 150 milioni per le opere pubbliche da spendere tra 2024-2026, dei quali 63 saranno impiegati entro dicembre. «Si tratta di risorse certificate e pronte», puntualizzano, «sarà il triennio decisivo per l’attuazione del piano dei lavori frutto della programmazione fatta nel corso del primo mandato». Ulteriori risorse saranno sbloccate già in aprile con l’approvazione del conto consuntivo che consentirà di utilizzare l’avanzo di amministrazione del 2023. «Subito dopo potremo definire la quantificazione e la gestione di nuovi mutui», evidenziano D’Alberto e Di Padova, «sulla base dell’interlocuzione già aperta con Cassa depositi e prestiti». Una parte delle risorse sarà destinato al varo di un piano di interventi sull’edilizia residenziale pubblica e per le manutenzioni.
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