«Bilancio in sofferenza per la spesa troppo alta»

Arboretti: non è colpa del governo come sostiene il sindaco, ci sono sprechi E i 5 Stelle invitano il primo cittadino a dimettersi: «La città non ha futuro»
GIULIANOVA. Il discorso fatto dal sindaco Francesco Mastromauro per il bilancio di fine anno è stato duramente criticato dalla consigliera del Movimento 5 stelle Margherita Trifoni, che torna a chiedere le dimissioni di Mastromauro: «Il sindaco ha sciorinato tutta una serie di cose inutili e inconsistenti», si legge in una nota, «un elenco delle poche cose fatte, a fronte di tante promesse tradite e risultati pessimi. Considerati gli effetti di questa amministrazione consigliamo al sindaco di dimettersi come aveva promesso di fare per l'ospedale, che è il suo principale fallimento. Nell’ultimo decennio Giulianova non è riuscita a migliorare la sua situazione politica, sociale ed economica», scrive Margherita Trifoni, «e molti cittadini, tra cui gli stessi elettori della giunta Mastromauro, sono delusi ed arrabbiati perché vedono morire la loro città. Giulianova è stata trascurata da questa amministrazione fino a diventare un deserto. Le dimissioni del sindaco possono essere per la città un’opportunità per ripartire, perché l’attuale maggioranza non è stata in grado di gestire questa bellissima città e non lo sarà neanche in futuro».
Altrettanto critico l’esame da parte del consigliere di minoranza Franco Arboretti. «La città è in piena decadenza e l’amministrazione non ha fatto altro che massacrare il patrimonio pubblico più importante per una città a vocazione turistica, ovvero le aree verdi e l’arenile. Mi riferisco in particolare», dice Arboretti, «a come sono stati ridotti il parco Franchi e il parco di via Matteotti dove il Comune ha concesso la costruzione di due chioschi che di fatto hanno impoverito due delle più importanti aree verdi pubbliche cittadine. Altrettanto grave è quello che è accaduto sull’arenile all’altezza del molo sud del porto, dove dopo il campo di calcetto è stato autorizzata la costruzione di una sede per la società canottieri e fra breve verrà realizzata anche una sede dell’associazione dei sub con annessa piscina per le immersioni. Tutte queste costruzioni limiteranno la visuale del panorama dalla battigia, riducendo fortemente la bellezza di quella porzione di territorio».
Dal Cittadino governante piovono critiche anche sul versante delle finanze comunali: «La difficoltà a chiudere il bilancio di previsione non è dovuta alle decisioni del legislatore nazionale come ama dire Mastromauro, ma ad una spesa corrente elevatissima che ha costretto il Comune in sofferenza», dice Arboretti. «Voglio ricordare che per pareggiare i conti del bilancio 2015 la giunta ha dovuto prelevare il fondo messo da parte per il pagamento dell’esproprio “Franchi”, e poi per pagare il debito con il privato il Comune è stato costretto a chiedere un mutuo trentennale. E per pareggiare il bilancio del 2016 hanno venduto la Julia servizi, una società attiva che rendeva alle casse del Comune dai 300 ai 400 mila euro l’anno. Certo la società si poteva vendere, ma con il ricavato si doveva realizzare un’opera importante per Giulianova. Purtroppo i 5 milioni e 400mila incassati euro sono serviti per chiudere l’esercizio finanziario, un vero e proprio spreco».
Arboretti riserva le sue critiche anche alla gestione dei rifiuti: «Se è vero che la percentuale della differenziata ha superato il 70%, resta altissima la spesa procapite e il costo complessivo non scende. Segno questo di una pessima gestione sia del Cirsu che della Sogesa. Anche il settore della cultura è fortemente penalizzato», conclude Arboretti, «non abbiamo più una stagione teatrale e in città non ci sono più spettacoli di qualità che erano nella tradizione di Giulianova. Per fortuna c’è ancora il Mas che, anche se a fatica, continua ad offrire importanti appuntamenti di livello».
Mirella Lelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

