Bilancio, ok in giunta ma non dal Pd

I due assessori si astengono, Cristina Canzanese annuncia: me ne vado. E Mastromauro picchia duro sul suo ex partito
GIULIANOVA. «Un partito irresponsabile, un gruppo dirigente residuo afflitto dalla sindrome di Comunardo Niccolai, e che come il difensore del Cagliari ha la propensione alle autoreti. Ma questi autogol sono a danno della città». Si toglie tutti i sassolini dalle scarpe Francesco Mastromauro, che solo dopo l’approvazione del bilancio di previsione in giunta ha deciso di incontrare i giornalisti per rispondere ai continui attacchi del partito in cui lui ha militato fino al marzo 2017. «Nonostante il comportamento sconsiderato di quello che rimane del gruppo dirigente del Pd», ha detto Mastromauro, «noi abbiamo approvato il bilancio di previsione del 2018 e adesso si va avanti nel soddisfare tutte le esigenze della città. Loro volevano minare il bene dei giuliesi, ma non ci sono riusciti».
Il documento programmatico è stato approvato a maggioranza. I due assessori del Pd, Cristina Canzanese e Fabrice Ruffini, si sono astenuti. La Canzanese avrebbe dichiarato di essere favorevole, ma di non poterlo votare nel rispetto di una precisa direttiva della segreteria del Pd. Una scelta sofferta, tanto che la stessa Canzanese avrebbe parlato della sua volontà di abbandonare il partito proprio in contrasto con le ultime decisioni assunte. «Il diktat del Pd è un atto gravissimo», ha detto Matromauro, «e io mi chiedo se questo gruppo dirigente è vicino alle esigenze della città o se esprime con altri interessi le sue valutazioni».
Riguardo al bilancio di previsione 2018 Mastromauro ha rispedito al mittente le accuse di mancanza di collegialità. «Facciamo riunioni di maggioranza ogni settimana e vengono invitati tutti i consiglieri, discutiamo proposte e temi e da questi incontri è stato costruito un bilancio che contiene importanti risposte come ad esempio la messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico per quasi dieci milioni di euro». Il sindaco mette in fila altri importanti elementi del bilancio, come il mantenimento di tutti i servizi, l’assenza di aumenti dei tributi locali e una serie di agevolazioni per alcune categorie svantaggiate. «L’atteggiamento del gruppo dirigente del Pd attraverso i suoi assessori è gravissimo», dice Mastromauro, che aggiunge: «Mi chiedo se gli elettori del partito sono d’accordo con questa linea di condotta. Voglio ricordare che i voti presi dal Pd nel 2014 non appartengono solo a coloro che sono rimasti, e quindi dovrebbero rispettarli».
Mastromauro è sicuro che si tornerà a votare in città nel 2019 e che il bilancio di previsione, che approderà in consiglio comunale dopo la metà di aprile, troverà i voti necessari per l’approvazione. Nel frattempo ha annunciato di voler lavorare per creare un campo progressista che dialoghi con il mondo civico. Infine ha lanciato un appello ai vertici provinciali e regionali del Pd affinché intervengano per invertire la deriva giuliese.
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