Bimbo lasciato sullo scuolabus I genitori: «Non vuole più salirci»

Nuova denuncia con le accuse di omissione di soccorso e di lesioni, i medici accertano il trauma Mamma e papà: «Lo portiamo all’asilo con l’auto, piange tutte le volte che percorre quella strada»
TERAMO. L’inchiesta penale (pm Francesca Zani) si arricchisce di nuove accuse e certificazioni mediche a documentare il trauma del bimbo di tre anni dimenticato per otto ore sullo scuolabus. Con una certezza di fondo ad animare mamma e papà: «Speriamo che con il tempo possa stare meglio. Per ora non vuole sentire parlare di scuolabus. All’asilo lo portiamo con la macchina ma tutte le volte che percorre quel tratto di strada s’incupisce e piange». E aggiungono: «Dopo la diagnosi del pronto soccorso i medici hanno disposto un percorso terapeutico con un neuropsichiatra infantile e una psicologa pediatrica con cui sono state avviate delle sedute. Quando gli hanno fatto vedere l’immagine di uno scuolabus lui ha preso una penna e l’ha cancellato. Non vogliamo pensare a cosa potesse succedere se quel giorno ci fossero state le temperature di questo periodo. Con la nostra denuncia speriamo che questi fatti non avvengano più»
Pochi giorni fa, intanto, l’avvocato Michele Gabriele Di Giuseppe che assiste i familiari del piccolo, ha presentato una integrazione di denuncia con la certificazione medica (il referto del pronto soccorso è una diagnosi di disidratazione con una prognosi di sei giorni) e la contestazione del reato di omissione di soccorso. Secondo il legale «quando il bimbo è stato scoperto dopo ore nessuno ha chiamato un’ambulanza, cosa che secondo noi andava fatta. L’assistente ha chiamato la mamma al telefono dicendo che era successa una cosa di cui però non poteva parlare al telefono e poi sempre con lo scuolabus il piccolo è stato riportato a casa»
Il fatto è avvenuto due settimane fa a Campli e solo il caso ha voluto che quel giorno le condizioni del meteo non fossero buone e che quindi non ci fossero temperature alte. Secondo una prima ricostruzione sembra che l’assistente non abbia controllato che sul bus non ci fosse più nessuno quando tutti gli altri bambini sono scesi per entrare alla scuola materna (gli asili restano aperti fino alla fine di giugno). Così l’autista ha riportato il mezzo nel deposito per poi andarlo a riprenderlo nel pomeriggio quando i piccoli vengono prelevati dalla scuola materna e riaccompagnati nelle loro abitazioni. Solamente nel pomeriggio si è accorto della presenza del piccolo e ha subito dato l’allarme. Successivamente sia l’assistente sia l’autista dello scuolabus sono stati sospesi dalla società Fratarcangeli che gestisce il servizio di trasporto scolastico da tempo esternalizzato dall’amministrazione comunale di Campli.
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