Bimbo morto in campo, chieste 4 archiviazioni

24 Aprile 2019

Sono i volontari della prima ambulanza che intervenne. Continua il processo all’infermiere

PINETO. Una richiesta d’archiviazione scandisce un’altra tappa dell’inchiesta sulla morte del piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni che nel settembre del 2015 si accasciò per sempre mentre giocava a pallone su un campo di calcio di Pineto. Nei giorni scorsi il pm Stefano Giovagnoni ha firmato la richiesta di archiviazione per i tre volontari che erano sulla prima ambulanza, quella non medicalizzata, che quel giorno arrivò sul campo di calcio. La Procura, inoltre, ha chiesto l’archiviazione per il consulente tecnico nominato dal medico poi assolto. Ora la parola spetta al gip che dovrà decidere se accogliere o no la richiesta. La morte del piccolo Calabretta è al centro di una complessa vicenda giudiziaria. A luglio sarà processato con rito abbreviato un infermiere accusato di omicidio colposo. Il pm Giovagnoni, a conclusione del fascicolo bis aperto dopo la denuncia dei familiari del piccolo, assistito dall’avvocato Giulio Calabretta, ha indagato per omicidio colposo uno dei due infermieri a bordo della prima ambulanza, quella non medicalizzata, che quel drammatico giorno arrivò sul campo di calcio. Secondo l’autorità giudiziaria in quell’occasione il defibrillatore non venne usato, ipotesi respinta sia dall’infermiere sia degli altri presenti. Ma, sostiene la Procura, di quell’uso manca ogni traccia cartacea. La prima inchiesta sulla morte del piccolo si è chiusa con l’assoluzione del medico del 118 che era bordo della seconda ambulanza arrivata a Pineto per prestare a soccorso. Al medico veniva contestato l’omicidio colposo per il mancato uso del defibrillatore. Ma secondo la consulenza disposta dalla Procura l'utilizzo del defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita del bimbo solo se usato entro un determinato lasso di tempo già superato al momento dell’arrivo del medico del 118.(d.p.)
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