Bimbo nato morto e nascosto per giorni

8 Novembre 2014

L’autopsia dà una svolta all’inchiesta per infanticidio, la madre ora è indagata per soppressione di cadavere

TERAMO. Il bimbo è nato morto, ma per sei giorni la madre ha tenuto nascosto quel corpicino nel bagno di casa: sono i risultati dell’autopsia a imporre una svolta all’inchiesta aperta per infanticidio quando una donna romena si è presentata al pronto soccorso per una grave emorragia dopo aver partorito in casa.

I risultati dell’esame, eseguito ieri mattina dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra su delega del pm Bruno Auriemma, cancellano la grave accusa di infanticidio ma sicuramente gettano un’ombra inquietante sul comportamento della donna che per sei giorni ha nascosto in casa quel feto di sette mesi. A lei ora il pm contesta l’accusa di soppressione di cadavere così come previsto nell’ambito della legge 194. Intanto in attesa che il medico legale chiarisca le cause del decesso del piccolo nel grembo della madre e sgombri il campo da ulteriori dubbi su un eventuale aborto indotto, le indagini dei carabinieri della compagnia di Teramo (guidati dal maggiore Riziero Asci) proseguono per meglio ricostruire tutta la vicenda e soprattutto per verificare il coinvolgimento di altre persone. Persone che potrebbero aver aiutato la donna al momento del parto. E’ stato accertato che nelle settimane scorse la donna in alcune occasioni si sarebbe presentata in ospedale per minacce di aborto.

L’allarme è scattato tra le 13 e le 14 di mercoledì quando la donna, già madre di due bambini, si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini con una violenta emorragia. E’ arrivata accompagnata dal marito. Ai medici che l’hanno visitata è bastato poco per capire che quello stato era la conseguenza di un parto non avvenuto in ospedale. E una mamma senza neonato ha subito fatto scattare la segnalazione ai carabinieri. Che in poco tempo sono arrivati e hanno avviato le indagini facendo immediatamente una prima perquisizione nell’abitazione della donna dove hanno trovato il feto avvolto in un lenzuolo e nascosto sotto il lavandino del bagno. La donna ha detto di aver partorito da sola mentre era in casa. L’inchiesta è scattata subito e il pm ha aperto un fascicolo per infanticidio contestando alla madre l’ipotesi di reato più grave ma, nel contempo, disponendo subito l’autopsia proprio per fare chiarezza su alcuni punti. Chiarezza indispensabile per procedere con la corretta contestazione dei reati. Ieri mattina l’autopsia ha fatto chiarezza: il bimbo è nato morto alla trentesima settimana di gestazione (circa sette mesi), ma la madre per sei giorni ha tenuto quel feto nascosto in casa.(d.p.)

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