Biodigestore, arriva il via libera: il progetto rispetta l’ambiente

Non è necessaria la valutazione d’impatto ambientale, la Team può avviare la gara d’appalto L’impianto trasformerà i rifiuti organici in biometano. Il sindaco: «Sarà una svolta epocale»
TERAMO. Il progetto del biodigestore di Teramo non dovrà essere assoggettato alla procedura di verifica dell’impatto ambientale. È quanto stabilito dal comitato Ccr-Via, che venerdì ha rimesso il proprio giudizio alla Teramo Ambiente (Team), soggetto delegato dal Comune di Teramo per l’attuazione dell’intervento. La società adesso potrà procedere a presentare la richiesta dell’autorizzazione integrata ambientale e, successivamente, a bandire la gara d’appalto.
La realizzazione dell’impianto consentirà non solo di trattare la frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni della provincia di Teramo, che sarà utilizzata per la produzione di biometano, ma anche di ricostituire l’impiantistica pubblica della provincia di Teramo e di risanare un’area interessata da un detrattore ambientale quale l’impianto comunale di incenerimento di rifiuti urbani dismesso nel 1987. «Il giudizio del comitato Ccr-Via, che esclude il progetto dalla verifica di impatto ambientale», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «conferma la bontà del lavoro svolto e consente, adesso, alla Team, di proseguire speditamente e arrivare quanto prima a bandire la gara d’appalto. Come amministrazione abbiamo sempre creduto con forza in questo progetto, che abbiamo voluto candidare a finanziamento sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e che è stato riconosciuto come uno dei più importanti, a livello nazionale, tra quelli finanziati a valere sulla transizione ecologica. Un progetto che è destinato, come ho evidenziato più volte, a imprimere una svolta epocale nella gestione dei rifiuti. Un risultato straordinario che conferma, ancora una volta, come la scelta di trasformare la Team in una società in house sia stata quella giusta, anche nella costruzione di un ambito pubblico più ampio». Il nuovo impianto, finanziato a valere sul Pnrr con una somma di 28.104.478 euro, avrà una capacità di trattamento di 35-40mila tonnellate all’anno di rifiuto organico, ai quali possono essere aggiunti gli scarti dell’attività agricola, e permetterà di sostituire il gas naturale (risorsa non rinnovabile) con il biometano, il cosiddetto “Green gas”, e utilizzarlo come combustibile per automazione, con parte residuale destinata a impianti di cogenerazione per soddisfare i consumi di energia elettrica e riscaldamento. Grazie al biodigestore inoltre si punta a ridurre i costi di conferimento dei rifiuti urbani ad altro impianto e di smaltimento per Teramo capoluogo e i comuni della provincia; di conseguenza, a ridurre il costo della bolletta.(red.te)
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