Biodigestore, il Comune presenta il ricorso

22 Dicembre 2019

Mosciano, l’ente chiede al Tar di annullare la determina regionale con cui si autorizza l’impianto

MOSCIANO. Anche l’amministrazione comunale si costituisce in giudizio al Tar contro il biodigestore. Dopo i ricorsi presentati da Cobeco Costruzioni srl e Deco spa, con i quali è stato chiesto l’annullamento della seduta conclusiva della conferenza dei servizi, è dunque arrivato anche quello del Comune.
L’ente, tramite il proprio legale, ha infatti richiesto al tribunale amministrativo l’annullamento della determina regionale di autorizzazione alla realizzazione del relativo impianto, ribadendo nel ricorso tutte le argomentazioni tecniche e prudenziali già eccepite dagli uffici comunali e dal sindaco nel corso dell’esame del progetto in sede regionale. A suo tempo l’amministrazione aveva infatti sollevato diverse eccezioni di natura urbanistica e igienico-sanitaria, evidenziando come il progetto sarebbe in contrasto con il piano regolatore e privo di adeguati studi sull’impatto legato all’emanazione di odori. Eccezioni che adesso sono diventate parte integrante del ricorso. Nell’annunciare l’avvio dell’azione legale l’amministrazione ha ricordato come l’ente fosse pronto all’impugnazione fin dal mese di ottobre, ma come abbia poi deciso di attendere il deposito del provvedimento di autorizzazione definitiva del progetto al fine di valutare ulteriori profili di illegittimità. Una strategia che, secondo il Comune, sarebbe stata strumentalizzata da alcune parti politiche. In ogni caso secondo l’amministrazione gli stessi i ricorrenti privati avrebbero fondato i loro ricorsi su argomenti già sostenuti dall’amministrazione nel corso dell’iter procedurale in Regione, confermandone dunque la bontà. «Al fine di evitare possibili conseguenze ambientali negative, riteniamo sia assolutamente necessario un costante monitoraggio delle emissioni odorigene», commenta il sindaco Giuliano Galiffi, «della cui effettuazione non può tuttavia farsi carico il Comune a causa dei costi elevati. L’impianto autorizzato dalla Regione, nel caso venisse realizzato, resterebbe pur sempre un luogo di trattamento di rifiuti e potenzialmente a rischio di emissioni sgradevoli se non controllate». I tre ricorsi al Tar potrebbero essere discussi tutti nella seduta già fissata del 26 febbraio. (al.al.)
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