Biodigestore, l’opposizione: «Galiffi e i suoi si dimettano»
MOSCIANO. La vicenda relativa al costruendo biodigestore, che ha visto il Comune di Mosciano soccombere anche al Consiglio di Stato, spinge i tre consiglieri di Obiettivo Mosciano (Maria Cristina...
MOSCIANO. La vicenda relativa al costruendo biodigestore, che ha visto il Comune di Mosciano soccombere anche al Consiglio di Stato, spinge i tre consiglieri di Obiettivo Mosciano (Maria Cristina Cianella, Monica Lallone e Dylan Iezzi) a chiedere le dimissioni del sindaco Giuliano Galiffi, dell’assessore all’ambiente Luca Lattanzi e del vice sindaco Mirko Rossi. Secondo l’opposizione «sarebbero coloro che più da vicino hanno avuto contezza della questione ‘biodigestore’. Fosse solo per la mera propaganda diffusa sulle teste dei cittadini in questi anni di contenzioso». Dimissioni vengono chieste anche ad Antonio Burrini, consigliere ed ex assessore, «presidente di uno pseudo comitato creato ad hoc».
Per Obiettivo Mosciano la questione del biodigestore, al pari di quella del Cirsu, fa trasparire «confusione nella gestione delle politiche ambientali e urbanistiche da parte dell’ente comunale. Oltre il danno anche la beffa della spesa sostenuta per circa 40mila euro con disinteresse per la gestione delle pubbliche finanze», affermano i tre consiglieri. Obiettivo Mosciano addossa responsabilità anche a quelle forze politiche pure presenti nella compagine amministrativa (il riferimento è alla Lega) che non hanno compreso cosa sarebbe accaduto trattando l’argomento del biodigestore superficialmente, improvvisandosi a difensori del territorio «dove le regole dello Stato valgono come altrove». Per la minoranza gli errori politici e amministrativi messi in luce dalla sentenza del Consiglio di Stato costituiscono un dato di fatto. Conclude il gruppo di opposizione: «Chi sbaglia, come il sindaco Galiffi, deve pagare». (al. al.)

