Black out nelle casette per i cavi mangiati dai topi

21 Agosto 2015

Via Piave, proteste per la scarsa manutenzione da parte dell’Ater e del Comune ma anche di coloro che hanno riscattato le abitazioni e non curano gli orti

TERAMO. Non era colpa della cabina difettosa ma dei topi. A far saltare ripetutamente la corrente elettrica nella zona di via Piave tra fine luglio e metà agosto sono stati i danni prodotti ai cavi dai denti aguzzi dei rotidori. La vicenda è segnalata da Domenico Crocetti, residente nella zona, che elenca le date in cui è mancata l'elettricità. «Già il 29 luglio si ebbe la prima avvisaglia dei problemi che avrebbe avuto via Piave nell'erogazione dell'energia elettrica», racconta, «nella notte tra il 14 e il 15 agosto nuova interruzione, pronto intervento dell'Enel, ripristino del servizio; altra interruzione la sera di Ferragosto, ripristino più o meno celere ma ulteriore scollegamento la domenica successiva». L'origine di quella che il cittadino definisce una "tiritera" andata avanti per giorni era attribuita al cattivo funzionamento della cabina che smista elettricità nella zona.

Dai controlli, però, è emersa una causa ben diversa. «A parere dei tecnici dell'Enel», afferma Crocetti, «i responsabili di questo disservizio sono i ratti che si stanno mangiando i cavi elettrici sotterranei ormai obsoleti». Secondo il residente, la colpa non va attribuita solo ai roditori. «E' anche dell'Ater che non provvede alla manutenzione delle aree verdi di via Piave», afferma, «dei riscattari delle "casette basse" che tengono gli orti retrostanti in condizioni di completo abbandono, dell'amministrazione comunale che non applica le sanzioni previste dall'articolo 42 del regolamento edilizio e della Team che da mesi non spazza la strada». Per Crocetti, insomma, non è un caso che in quella zona proliferino ratti, serpi e insetti vari.

Proprio in quell'area, però, circa quattro mesi fa il sindaco Maurizio Brucchi e l'assessore ai lavori pubblici hanno inaugurato un parco giochi che rientra in un progetto più ampio di riqualificazione del quartiere. L'apertura del nuovo spazio verde, dotato anche di panchine e illuminazione, fu l'occasione per l'annuncio della pubblicazione del bando dell'Ater per la demolizione delle "case basse" e la ricostruzione di edifici da destinare ad appartamenti, uffici e negozi che affacceranno su via Po smantellando il muro a lato della carreggiata. Crocetti conclude con un'ulteriore notazione. «In questa città dove si tagliano alberi che forse potevano non essere tagliati», osserva, «non si riesce ancora a potare un gelso che incombe su una delle scalinate tra via Piave e via Po». (g.d.m.)

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