Blackout da record per la neve La Procura chiede di archiviare

21 Marzo 2018

Per l’autorità giudiziaria nessuna responsabilità di Enel ma un evento atmosferico eccezionale L’inchiesta era scattata dopo la denuncia di molti sindaci, nel fascicolo 150 parti offese

TERAMO. Resteranno la rabbia e l’amarezza di chi per settimane è rimasto senza corrente elettrica e riscaldamento a ricordare per sempre quei giorni di neve e terremoto del gennaio 2017. Perchè dopo un anno di indagini, accertamenti e acquisizioni di documentazione nei vari uffici dell’Enel la Procura teramana ha chiesto al gip di archiviare l’inchiesta su quello che resta uno dei più lunghi black out mai registrati in Italia.
La richiesta, firmata dal pm Davide Rosati, si basa su quella che per inquirenti e investigatori nei mesi è diventata una certezza tale da mettere nero su bianco l’assenza di comportamenti penalmente rilevanti: il rispetto, da parte dell’azienda elettrica, di tutti i disciplinari e delle normative esistenti a cominciare da quelle sulla manutenzione delle linee elettriche e dei tralicci in quei giorni abbattuti dalla neve.
Con una considerazione finale che equivale a dire che non c’è stata nessuna responsabilità: fu un evento atmosferico di eccezionale portata. Ovvero, secondo l’autorità giudiziaria, un evento così particolare per fronteggiare il quale fu fatto tutto quello che si poteva e doveva fare.
Il fascicolo all’epoca venne aperto ipotizzando i reati di interruzione di pubblico servizio e danneggiamento. L’inchiesta scattò, in primis, dopo le denunce penali presentate contro l’Enel dai tanti sindaci che in quei drammatici giorni si ritrovarono soli a gestire un disastro sul fronte della mancanza di elettricità con migliaia di persone rimaste al freddo, bambini e anziani malati portati via con gli elicotteri, inseguendo generatori continui annunci di riattivazione delle linee . E nei giorni a seguire, mentre l’emergenza non dava tregua, in tanti altri presentarono esposti: non solo numerosi amministratori locali, ma anche semplici cittadini, molti commercianti e altrettanti imprenditori danneggiati, e non poco, dal lungo black out. Complessivamente più di 150 parti offese presenti nel fascicolo che in questi giorni hanno cominciato a ricevere le notifiche con cui li si avverte della richiesta di archiviazione e quindi della loro possibilità di presentare richiesta di opposizione al gip. Perchè ora la parola passa al giudice che dovrà decidere se chiudere, accogliendo la richiesta della Procura, o chiedere nuovi accertamenti. Fin qui il risvolto giudiziario di un’emergenza che le cronache di quei giorni raccontano con le immagini di decine di elicotteri dell’esercito che lanciano viveri e medicinali alle persone isolate nelle case bloccate da metri di neve. Con i salvataggi di anziani, malati, i gruppi elettrogeni non sempre funzionanti, i soccorsi delle forze dell’ordine, dei tanti volontari partiti da ogni angolo d’Italia che in quei giorni si ritrovarono in una Teramo colpita al cuore.
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