Blackout informatico, la Asl va in panne

Si sono rotti tre dischi rigidi, un caso rarissimo. Tecnici al lavoro per ore, nel frattempo interi reparti fermi o rallentati
TERAMO. Un guasto del genere si ricorda pochissime volte in Italia, nella storia dell’informatica. Ma l’impossibile è accaduto e alla Asl si sono rotti tre dischi rigidi, facendo andare in tilt tutta la rete informatica.
Da giovedì alle 12 è scattato l’allarme. Sono stati colpiti settori strategici della Asl, quelli che utilizzano i computer per la propria attività: il centro unico di prenotazione e le casse, il pronto soccorso, l’accettazione dei ricoveri, il laboratorio analisi e alcuni reparti come la radiologia. All’inizio il problema sembrava risolvibile in poche ore, ma giovedì man mano che il tempo passava è emersa la gravità del guasto al sistema informatico. Tant’è che alle 23,10 di giovedì la Asl ha inviato un comunicato agli organi di informazione preannunciato per l’indomani possibili disagi.
Ieri mattina presto in un vertice è stato deciso il da farsi: sono state garantite non solo le emergenze ma anche le prestazioni prenotate. Certamente ci sono stati dei rallentamenti, perchè tutto è stato fatto alla vecchia maniera, usando carta e penna. I pazienti non hanno potuto pagare le prestazioni, lo faranno quando ritireranno i referti. L’unico settore, oltre al Cup, che non ha potuto eseguire prestazioni agli esterni è stato il laboratorio analisi: non c’erano le etichette, stampate dal computer e direttamente correlate al campione. Il rischio era di scambiare le provette, quindi si sono evitate soluzioni raffazzonate.
«I nostri tecnici del Ced e quelli della ditta Iasi hanno lavorato ininterrottamente per raggiungere l’obiettivo prioritario: far ripartire il sistema il prima possibile per ridurre al minimo i disagi per i pazienti», annuncia il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia che ha seguito passo passo l’emergenza. E in tarda notte i tecnici hanno terminato l’opera e con ogni probabilità stamattina il sistema sarà operativo. Si tratta del Sisweb, della ditta Iasi, adottato in quasi tutte le Asl abruzzesi. «Hanno tutti lavorato sodo perchè il sistema ripartisse e di questo sono grato», riprende Di Giosia, «ma in una seconda fase bisognerà avviare delle riflessioni. Innanzitutto approntare un piano per gestire anche questo tipo di emergenza, qualora ricapiti. E poi capire come mai si è verificato un guasto del genere». Infatti esistono tre dischi rigidi e pare che si siano rotti, uno dopo l’altro, nell’arco di qualche giorno. Ci si domanda come mai non siano state fatte tempestivamente le prime due riparazioni.
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