Blitz contro i pescatori abusivi

Tortoreto e Villa Fiore, attrezzi sequestrati a chi esce in pattino senza licenza
ALBA ADRIATICA. Prendere il pattìno e andare in mare a raccogliere seppie per il proprio risotto? No, non è consentito e la legge non ammette ignoranza. Se ne sono accorti decine di pescatori abusivi delle due comunità di Tortoreto e Villa Fiore di Alba Adriatica, che ieri mattina hanno subìto un blitz della guardia costiera, per loro «clamoroso». Sembrano essere soprattutto pensionati, anche ex marinai, da sempre abituati, chi per piacere chi per necessità, a "uscire" in mare per raccoglierne i frutti e, dicono, «blitz del genere non ne vedevamo da anni, forse dieci».
Fatto sta che quando si sono diretti alle loro piccole imbarcazioni parcheggiate sulla riva per andare a raccogliere seppie, hanno trovato la sgradita sorpresa: circa un centinaio di attrezzi per la pesca, tra cogolli e nasse, e 500 metri di reti da seppie erano scomparse. Alle prime luci dell'alba, infatti, un equipaggio della guardia costiera è arrivato su un gommone e ha sequestrato tutto il materiale non riferibile ad imbarcazioni con numero di licenza ben segnalato sulle boe. Nessuno dei pescatori abusivi, per ovvi motivi, sembra aver reclamato l'attrezzatura. Peggio sembra essere andata ad un tortoretano, che dice di essere stato "beccato" con le mani nel sacco, o meglio "nella rete", mentre procedeva su un pattino a pochi metri dalla riva.
Oltre ad essere vietata la pesca senza autorizzazione, del resto, è vietato pescare entro i 300 metri dalla riva: divieto pare poco rispettato, più per "cultura" che per guadagno. Tipica è anche la reazione dei pensionati alla vicenda, che oltre ad arrabbiarsi, chiedono alle autorità di spostare l'attenzione su chi, a loro dire, ha la licenza ma non rispetta i vincoli delle normative, pescando più del consentito e lasciando poco o niente agli altri. (l.t.)
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