Blitz della polizia: arrestato un uomo con più di cento chili di droga

4 Gennaio 2026

Un 33enne albanese bloccato in Val Vibrata. Trovati 30 chili di cocaina, 4 di eroina e 80 di hascisc. Sequestrata anche un’agenda

TERAMO. È un maxi sequestro di droga, sicuramente uno dei più rilevanti avvenuti nel Teramano, a confermare – qualora fossero necessarie ulteriori riprove – di come questo territorio da tempo sia diventato consolidato crocevia dello spaccio di stupefacenti di tutti i tipi in un mercato sempre più in mano al clan degli albanesi pronti a gestire ingenti quantitativi.

Come in questo caso. L’operazione portata avanti dalla polizia (il blitz è della squadra mobile) è avvenuta nella serata di venerdì in Val Vibrata dove è stato bloccato L.K, albanese di 33 anni . In un alloggio nella disponibilità dell’uomo sono stati trovati oltre cento chili di droga: trenta chili di cocaina, quattro di eroina e ottanta di hascisc. Sequestrata anche svariata sostanza da taglio.

Inoltre, nell’ambito della perquisizione, i poliziotti hanno trovato un’agenda con dei nomi e dei telefoni cellulari. Tutto materiale che è stato sequestrato e che sarà sottoposto a mirati accertamenti proprio per verificarne il contenuto e risalire ai contatti dell’uomo. L’inchiesta è della pm Greta Aloisi e l’udienza di convalida è in programma per domani davanti al giudice Roberto Veneziano. L’arrestato, che è incensurato, è assistito dall’avvocato Maurizio Cacaci.

L’entità del sequestro apre scenari investigativi sul come il territorio sia diventato crocevia e tappa di grossi corrieri che lo solcano o vi fanno tappa per rifornire il mercato locale. In questo caso, visti i quantitativi, non si esclude che la sostanza potesse servire a rifornire non solo il mercato teramano ma anche quello ascolano o comunque quello a cavallo tra i territori teramani e marchigiani.

Non si esclude, inoltre, vista anche la sostanza da taglio sequestrata che dalle prime indiscrezione dovrebbe essere un grosso quantitativo, che il posto in cui l’uomo deteneva la droga potesse essere nei fatti una specie di centrale di preparazione di partite che di volta in volta venivano affidate a spacciatori locali.

Una sorta di rete che gli investigatori sperano di ricostruire anche dall’attenta analisi dell’agenda e dei telefoni cellulari che sono stati sequestrati.

Altro passaggio importante nella ricostruzione dei fatti è sicuramente l’esito dell’udienza di convalida in programma per domani: in quell’occasione l’uomo potrà dare la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere. E anche da questa scelta potranno dipendere i nuovi scenari investigativi del caso.

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