Blitz di Arta e Forestale al Cirsu

29 Ottobre 2014

Nuova ispezione chiesta dalla procura nell’impianto di Grasciano

NOTARESCO. E’ per una nuova ispezione disposta dal sostituto procuratore Luca Sciarretta nell’ambito dell’inchiesta già in corso che gli agenti della Forestale e i tecnici dell’Arta ieri sono tornati nella struttura di Grasciano. Un’ispezione nel corso della quale sono stati controllati sia il funzionamento dell’impianto sia il rispetto delle normative che regolano questo tipo di strutture. L’inchiesta di Sciarretta è scattata dopo l’esposto del comitato di tutela Val Tordino. Una prima ispezione, quella di febbraio, aveva accertato la fuoriuscita di percolato finito anche nel fiume Tordino, mentre un successivo controllo disposto sempre dal pm aveva certificato il corretto funzionamento dell’impianto senza nuove fuoriuscite di liquido. Nell’inchiesta, aperta su presunte violazioni di normative ambientali, ci sono tre indagati: Angelo Di Matteo, 45 anni, presidente del consorzio nella sua veste di rappresentante legale; Massimo Martinelli, 49 anni, presidente del consiglio di amministrazione della ditta Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila e Francesca Maria Siciliani, 44 anni, amministratore unico della ditta Gea dell’Aquila. Nei giorni scorsi, intanto, il tribunale ha rigettato l'istanza di fallimento presentata dalla Deco e il Cirsu può continuare a portare avanti il proprio progetto di restauro aziendale, approvato dal tribunale a marzo. Lo scorso 16 settembre il giudice Cirillo aveva ascoltato il Cirsu e la Deco, che vanta nei confronti del consorzio un credito di 2.250.000 euro (negato però dal Cirsu) e che aveva chiesto verifiche sulla possibilità del consorzio di continuare ad operare. Il tribunale ha rilevato che il Cirsu e il Consorzio stabile ambiente (la società che gestisce il polo tecnologico di Grasciano) stanno lavorando per riqualificare e far ripartire la produttività degli impianti del Cirsu.

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