Blitz nella casa delle schiave del sesso

2 Dicembre 2017

I carabinieri scoprono cinesi clandestine costrette ad avere rapporti a qualsiasi ora su materassi stesi a terra

GIULIANOVA. Schiave del sesso, tenute chiuse in casa e costrette ad avere rapporti con i clienti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Una casa d’appuntamenti squallida, nella quale i rapporti venivano consumati su materassi stesi a terra, ma comunque frequentatissima. Tutto questo è stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Giulianova, che nel pomeriggio di giovedì hanno concluso un’attività di indagine iniziata nel maggio scorso. Nei confronti di K.Y., una 47enne di nazionalità cinese, è stata notificata una misura cautelare personale del divieto di dimora nel comune di Giulianova, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne connazionali.
Mesi fa i militari dell’Arma avevano notato uno strano movimento di persone sotto un’abitazione che si trova in una traversa non lontana dalla caserma. Da successivi e prolungati appostamenti, è emerso che un alloggio occupato da donne di nazionalità cinese era una casa del sesso a pagamento. I carabinieri hanno fermato e sentito numerosi clienti, provenienti anche da centri limitrofi, i quali, vista l’evidenza dei fatti, hanno confermato di aver usufruito di favori sessuali dietro pagamento di denaro. Nel dettaglio: bastavano 20 euro per un rapporto orale, per un rapporto completo ne servivano 50.
Il maggiore Domenico Calore, comandante della compagnia di Giulianova, scrive in una nota: «Per adescare i clienti K.Y. utilizzava un sito internet di incontri, sul quale pubblicizzava in maniera esplicita le meravigliose performance hard delle “ragazze orientali”, di cui forniva un’esaltante descrizione fisica ed un numero di telefono da contattare per gli appuntamenti. L’intera attività era gestita dalla donna, che con frequenza mensile “rinnovava” le donne da far prostituire. Le giovani sfruttate erano costrette ad avere rapporti con i clienti ad ogni ora del giorno e della notte, non potevano mai uscire dall’abitazione neanche per acquistare alimenti di prima necessità, per i quali provvedeva la sfruttatrice, al fine di evitare sospetti anche nel vicinato».
Giovedì i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento, dove hanno trovato la “tenutaria” K.Y. nonché una connazionale 54 enne in piena attività con un cliente. «L’appartamento», continua la nota del maggiore Calore, «versava in condizioni igienico sanitarie scadenti. I rapporti sessuali venivano consumati su due materassi poggiati sul pavimento. Durante la perquisizione i carabinieri hanno sequestrato 500 euro, trovati nella disponibilità della sfruttatrice, numerosi profilattici nuovi ed altri usati, abbandonati alcuni accanto al letto, altri in una vecchia bottiglia di latte occultata sotto il lavello della cucina, cinque telefoni cellulari, tra cui quello con il numero pubblicizzato dall’annuncio su internet in possesso di K.Y.».
La donna sfruttata (priva di qualsiasi documento di soggiorno), dopo un primo momento di timore e smarrimento, ha raccontato ai carabinieri di essere giunta in Italia con la prospettiva di lavorare come badante, ma una volta giunta a Giulianova è stata costretta a prostituirsi per pagare le spese sostenute per il viaggio. I carabinieri proseguiranno le indagini per verificare l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale cinese dedita allo sfruttamento della prostituzione di connazionali. Intanto i carabinieri hanno provveduto ad affidare la donna ad un centro di prima accoglienza che si occupa di vittime della prostituzione.
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