Bloccati lavori per 4,3 milioni nelle scuole superiori teramane

16 Luglio 2022

Il presidente della Provincia: «Il Governo ci ha imposto di riproporre nel Pnrr progetti già affidati e abbiamo dovuto ricominciare da zero. Come facciamo ad avviare i cantieri a lezioni già riprese?»

TERAMO. Ci sono quattro milioni e 354mila euro disponibili per la manutenzione straordinaria delle scuole superiori teramane e le progettazioni sono state tutte completate, ma i lavori – che la Provincia aveva già affidato e intendeva effettuare in estate – non possono partire. Perché? Perché manca il decreto della Corte dei conti che di fatto assegna i finanziamenti. E perché manca? Perché il Governo, nell’urgenza di rendicontare all’Europa in tempi brevi le opere del Pnrr, ha messo dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza anche lavori, già programmati dagli enti locali, che non c’erano. Il conseguente disallineamento delle procedure ha fermato tutto.
L’allarme non riguarda solo Teramo ed è stato lanciato nell’assemblea dell’Upi (Unione delle Province italiane) che si è conclusa giovedì a Ravenna. Il presidente teramano Diego Di Bonaventura spiega: «A gennaio avevamo già fatto gli affidamenti dei lavori, poi dal Governo ci hanno fatto fermare e ci hanno imposto di riproporre i sedici progetti di manutenzione straordinaria dentro il Pnrr. Qui è ricominciata la trafila di approvazione, come se non avessimo fatto nulla. A metà luglio siamo ancora in attesa del decreto della Corte dei conti e questo comporta due enormi problemi. Uno, se non facciamo questi lavori entro l’estate non potremo certo farli in autunno, quando si riaprono le scuole. Il secondo è che avevamo già realizzato le progettazioni e annunciato i lavori alle scuole, del resto noi eravamo pronti a gennaio, e ora non possiamo pagare i progettisti e francamente diventa difficile anche spiegare a docenti, famiglie e studenti perché non sono partiti i lavori visto che ogni giorno sentono rilanciare informazioni su una mole di stanziamenti e anche di assunzioni nella pubblica amministrazione. Questo», continua Di Bonaventura, «è un altro grande problema: il sistema individuato da Brunetta e dalla ministra Carfagna funzionerà per le Regioni e i ministeri ma non per gli enti locali: a noi arrivano le briciole e nel 90% dei casi i professionisti rinunciano perché devono smettere l’attività professionale per uno stipendio che non compensa la perdita. Senza la riforma del testo unico messa a punto dall’Upi e sul tavolo del Governo da novembre dello scorso anno sarà molto difficile andare avanti in un caos istituzionale e politico».
I lavori di manutenzione straordinaria bloccati riguardano tutte le scuole superiori del Teramano, con stanziamenti che vanno dagli 800mila euro per il Moretti di Roseto e il Crocetti-Cerulli di Giulianova ai 300mila per il Milli di Teramo e i 250mila per Di Poppa-Rozzi, Alessandrini e Pascal-Forti, sempre nel capoluogo, solo per citare i più cospicui dei 16 totali.
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