Bocciata la proposta dei dehors stagionali

TORTORETO. «No a dehors stagionali e a strutture aperte o leggere»: così, una parte dei titolari delle attività del centro storico di Tortoreto boccia le ipotesi di compromesso. «Qualsiasi altra...
TORTORETO. «No a dehors stagionali e a strutture aperte o leggere»: così, una parte dei titolari delle attività del centro storico di Tortoreto boccia le ipotesi di compromesso. «Qualsiasi altra soluzione diversa da quella attuale non sarebbe praticabile» dicono. La questione dell'annullamento del regolamento che permetteva i dehors da parte del commissario prefettizio Francesco Tarricone, spinto dai vincoli paesaggistici imposti dalla Soprintendenza, è caldissima da agosto. Nei giorni scorsi, però, si è rinfuocata, prima con il pronunciamento del Tar che ha bocciato le richieste di sospensiva degli esercenti, poi con l'inversione di marcia di alcune vie del borgo, compiuta dal Comune considerando i dehors come «ingombro» per la viabilità. Quest'ultima decisione ha colpito proprio perché l'ente ha preso in considerazione delle strutture che invece dovrebbero essere demolite del tutto, rilanciando e dimostrando l'intenzione di voler trovare un compromesso tra i vincoli paesaggistici e l'interesse economico delle attività ormai parte integrante dell'immagine turistica del borgo. Ora, però, una parte di quegli esercenti boccia l'ipotesi dei dehors stagionali: «Montare e smontare un dehors stagionale, più il rimessaggio per otto mesi costerà almeno quattromila euro, oltre ai mille e cinquecento della Cosap per la stagione estiva. Lasciamo immaginare il disagio, anzi la non vivibilità, all'interno del dehors aperto o "leggero" al passaggio degli automezzi, che creerebbe fastidiosissime e rumorose vibrazioni alle pareti (il telo di plastica o in PVC si lacererebbe in un paio di mesi) e spingerebbe la polvere e i gas di scarico sugli avventori. Questo, per non parlare degli agenti atmosferici, soprattutto la neve che può cumularsi sopra al dehors. Inoltre c'è la Asl, che vuole una somministrazione di bevande ed alimenti "protetta" da eventuali agenti esterni». Quindi la proposta per superare il problema: «Gli esercenti hanno sempre dimostrato al commissario Tarricone ed alla Soprintendenza la volontà di fare uno sforzo per fare interventi estetici sulle strutture, magari conformandole ed adattandole ancor meglio al contesto urbanistico».(l.t.)
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