Bollette, negozianti in allarme: in molti spengono le vetrine

5 Ottobre 2022

C’è grande timore in previsione delle fatture di ottobre, i commercianti chiedono più sostegni Confesercenti: «A rischio molti dipendenti delle attività». L’assessore Filipponi: «Misure straordinarie»

TERAMO. I negozianti attendono con preoccupazione le prossime bollette dell’energia. È un inverno pieno di incognite quello che aspetta il commercio soprattutto per i rincari fuori misura delle fonti energetiche. Un quadro preciso su quanto gli aumenti possano incidere negativamente ancora non c’è nella nostra provincia, ma in attesa delle prossime bollette c’è allarme per una situazione che potrebbe portare alla chiusura di diverse attività.
Secondo i dati Istat l’Abruzzo è la terza regione in Italia per aumento dei prezzi di energia, gas e altre fonti combustibili. «La bolletta di ottobre ancora non arriva, ma sono preoccupata», dice Luciana Rapini proprietaria dei negozi di abbigliamento Madras e Plissè, «pago in media sulle 400 euro di energia a negozio, ma se le cifre dovessero alzarsi di tanto la situazione sarà critica perché ci sono anche l’affitto e le altre spese». Una preoccupazione condivisa anche da altri commercianti che già applicano buone pratiche per risparmiare. «Quest’estate ho acceso un solo termoconvertitore e ora tengo accese le luci delle vetrine solo in orario di apertura», prosegue Rapini, «le vetrine non illuminate spengono la città e sono controproducenti sulle vendite, ma siamo costretti per evitare costi insostenibili».
Stessa situazione rilevata anche da Confesercenti Teramo. «Gli effetti del caro bollette nel commercio, al contrario della somministrazione dove già si sono manifestati, si vedranno dalla prossima bolletta», spiega il direttore provinciale Annalisa Pensilli, «la nostra preoccupazione è per le attività che andranno in grossa difficoltà, ma anche per i dipendenti che potrebbero perdere il lavoro. Come Confesercenti nazionale ci stiamo interfacciando con il Governo per chiedere la fissazione di un tetto massimo delle tariffe e stiamo pensando a un pacchetto di aiuti per facilitare l’accesso al credito per l’importo delle fatture». E aggiunge: «Come associazione provinciale incontreremo la Camera di Commercio del Gran Sasso: dei piccoli sostegni potrebbero dare respiro alle attività».
Una valutazione la sta facendo anche il Comune di Teramo. «Il problema rincari è già grave e si è manifestato nelle attività industriali e di somministrazione», dice l’assessore Antonio Filipponi, «sul commercio si è in attesa delle prossime bollette per fare un quadro preciso. Come assessore alle attività produttive ogni giorno mi confronto con i colleghi delle altre città d'Italia attraverso l'Anci per trovare soluzioni condivise per un'emergenza che necessita sicuramente di misure straordinarie e di una manovra a livello centrale. A livello comunale dobbiamo stabilire quali siano le fasce più colpite e intervenire sulla pressione fiscale come è accaduto sotto pandemia: abbiamo una situazione di bilancio risanata e ci preme dare risposte che siano piccoli aiuti ai nostri cittadini».
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