Bonifica, torna dopo due anni l’ordinanza anti-prostituzione

Il sindaco Carletta ha rinnovato il divieto di offrire e contrattare prestazioni sessuali sulla strada Le forze dell’ordine potranno infliggere sanzioni da 500 euro sia ai clienti sia alle “lucciole”
CONTROGUERRA. Forte delle indicazioni prefettizie in materia di sicurezza urbana e dell’ultima sentenza del tribunale civile che aveva condannato una prostituta a pagare le sanzioni, il sindaco di Controguerra, Franco Carletta, ha rinnovato, a distanza di quasi due anni dall’ultima, l’ordinanza che vieta la domanda e l’offerta di prestazioni sessuali lungo la bonifica del Tronto nel territorio comunale di competenza. Ora c’è lo strumento che permette a polizia locale, carabinieri e questura ma anche alle altre forze dell’ordine, tra cui la guardia di finanza, di sanzionare amministrativamente tanto chi offre quanto chi chiede prestazioni sessuali. Basta fermarsi lungo le aree in cui sono interdette sosta e fermata o semplicemente fermarsi per contrattare il meretricio, ed ecco che la sanzione di 500 euro può tranquillamente scattare.
Dalla pandemia in poi, il fenomeno si era allentato proprio per le disposizioni anti-Covid. In più, dopo la sentenza del giudice di pace di Teramo che aveva dato ragione a un cittadino che aveva impugnato il verbale da 500 euro sostenendo non solo che si era appartato con la sua fidanzata e non con una “lucciola”, ma anche che l’ordinanza stessa proprio per la caratteristica della temporaneità (tecnicamente definita contingibile e urgente) avrebbe dovuto avere scadenza, il Comune di Controguerra si era fermato. Ora, dipanati i dubbi, Carletta ha emesso di nuovo il provvedimento temporaneo. E quindi, contro il malcostume e il cattivo gusto, l’esibizione di nudità e il decoro urbano turbato, il sindaco ha rinnovato la sua ordinanza anti-lucciole. Con una sanzione di 500 euro a cliente e prostituta, Carletta – proseguendo lungo la strada tracciata dal predecessore Mauro Scarpantonio, il primo sindaco in provincia di Teramo ad aver firmato nel 2007 l’ordinanza anti-prostituzione in Abruzzo e fra i primi in Italia a farlo sulla base dei “superpoteri” conferiti ai sindaci dall’allora Governo – ha decretato il divieto di esercitare la prostituzione, a piedi o a bordo di veicoli; non si può contrattare e anche far salire a bordo una prostituta o semplicemente di farla scendere in qualunque angolo del territorio. L’ordinanza di Carletta non si limita a punire amministrativamente la sola contrattazione di prestazioni sessuali tra clienti e prostitute, ma vieta proprio il meretricio su vie e strade pubbliche. In particolare, la nuova ordinanza mira a preservare determinate contrade come Piane Tronto, Mattonelle, Vallecupa, Coste Tronto, Taiano, Case Rosse e zone limitrofe.
Nella confinante Colonnella, dove il problema prostituzione è lo stesso, l’ordinanza non c’è ma potrebbe essere firmata a breve.
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