Borgatti: «La cementificazione peserà sul futuro della città»

20 Aprile 2023

ROSETO. «Oggi paghiamo lo scotto di una poco lungimirante pianificazione che parte da lontano, e viale Makarska sarà l'ultimo esempio di come la disarmonia fra storia, natura e territorio peserà sul...

ROSETO. «Oggi paghiamo lo scotto di una poco lungimirante pianificazione che parte da lontano, e viale Makarska sarà l'ultimo esempio di come la disarmonia fra storia, natura e territorio peserà sul nostro futuro». È un passaggio della lettera aperta dell’ambientalista Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, scritta in seguito allo sblocco dell’iter per la realizzazione di alberghi, residence e appartamenti nel lotto “Mare Blu”, l’ultimo a nord in viale Makarska.
«La cementificazione dell'ultimo tratto è alle porte e manca solo l'ultimo passaggio dirigenziale», continua Borgatti, «viale Makarska però era un pezzo della nostra città, un’area di campi e vigneti, un raccordo naturale con quella che diventerà la riserva del Borsacchio». Tra viale Makarska e la riserva, a dire il vero, c’è un’ampia area dove è stato realizzato il villaggio turistico Lido d’Abruzzo, anche se per la maggior parte si tratta di bungalow bassi e non di palazzine. «Non serve qui ricordare come tutte le forze ambientaliste e i cittadini sensibili si batterono a Roseto contro quello che è diventato l'esempio di come non urbanizzare un territorio», prosegue Borgatti, «spesso si afferma che la sostenibilità non sia progresso o accoglienza. Mai pensiero è più sbagliato. Gli spazi centrali di Roseto sono stati urbanizzati con poco criterio negli ultimi quarant'anni, gli alberghi sono scomparsi per lasciar spazio a edilizia più conveniente. Abbiamo perso posti letto, occupato sempre più spazi aperti, costruito ovunque senza pianificare la viabilità, la mobilità, i parcheggi e la stessa accoglienza turistica».
Borgatti infine ricorda come sarebbe potuta essere Roseto con un altro tipo di sviluppo. «Immaginate Roseto con le case bianche dei pescatori sul lungomare centrale, le piazze con i roseti e il centro in case in mattoni come un tempo e solo dalla seconda linea edifici più alti, moderni e accoglienti, e strutture turistiche», conclude Borgatti, «immaginate come poteva diventare ricercata una città così. Immaginate che flussi di turismo conservando le bellezze ed edificando in seconda vista per garantire posti e storia. Questi luoghi in Italia e in Europa esistono e sono i più ambiti per vivere e villeggiare. Oggi se si fosse ascoltato per tempo non staremmo qui a piangere l'arretramento delle presenze turistiche. Il mio pensiero va a Franco Sbrolla, amico e mentore scomparso».( l.v.)