Borsacchio, cambiano le regole per realizzare le palazzine

Nuovi insediamenti residenziali senza il vincolo di riservare una parte a locali commerciali Per i vecchi edifici sarà possibile variare la destinazione d’uso dei locali adibiti a negozi
ROSETO. Non più il 15 per cento da destinare a locali commerciali, ma la possibilità per le nuove costruzioni di realizzare palazzine totalmente residenziali e per quelle già esistenti di trasformare gli attuali locali commerciali in residenziali. E’ questo il succo della variante al piano regolatore generale sui cambi di destinazione d’uso che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale in programma martedì alle ore 18. «Nel quartiere Borsacchio», spiega il presidente della commissione urbanistica, Enio Pavone, «in questi anni molti locali commerciali nella zona C1 hanno chiuso e ora sono sfitti. Per questo abbiamo deciso, insieme all’assessore all’urbanistica Gianni Mazzocchetti, di eliminare la percentuale minima del 15 per cento e dare la possibilità di realizzare nuove costruzioni residenziali, e di trasformare quelle già esistenti».
Nella zona del Borsacchio inoltre, da tanti anni, si parla della realizzazione di un sottopasso che porti direttamente dalla statale 16 a viale Makarska, e l’attuale amministrazione potrebbe avere la possibilità di realizzarlo grazie ai fondi delle Ferrovie dello Stato previste nel piano economico finanziario 2022-2031. Attualmente infatti le auto provenienti da nord sono costrette a raggiungere il sottopasso di via Palermo per andare in viale Makarska, dove ci sono campeggi, villaggi turistici, hotel e residence, e i pullman devono arrivare addirittura a sud di Roseto, al sottopasso di viale Marco Polo. I problemi ci sono anche per i disabili in carrozzina, anziani e genitori con il passeggino, che ora sono costretti a passare nel sottopasso delle ferrovie in via Doninzetti, dove però ci sono le scale. Con questa variante, inoltre, diverse famiglie che abitano in 20 palazzi sparsi sul territorio comunale, dopo tanti anni, pagheranno l’Imu e le varie utenze come abitazioni civili e non come uffici. Le zone interessate sono le cosiddette “D1m Mista. Commercio ed infrastrutture direzionali e residenza”, ovvero quelle relative all’isolato tra lungomare Celommi, via L’aquila via Cristoforo Colombo, via Grottaferrata che sono situate nella zona centrale del lungomare, e le aree comprese tra via Nazionale sud, via Salara, via Mazzola, piazza Ungheria e la zona di via Nazionale nord nei pressi del residence Hercules. In questi 20 palazzi avrebbe dovuto esserci una buona parte di uffici direzionali e la restante parte residenziale: gli uffici però non sono stati mai realizzati e le famiglie, che abitano in quei locali, per anni sono state costrette a pagare Imu e utenze come fossero degli uffici. «Abbiamo deciso di portare avanti con decisione questa variante», precisa l’assessore all’urbanistica, Gianni Mazzocchetti, «che è stata inizialmente indirizzata dalla precedente amministrazione ma concretizzata da noi in risposta a molti cittadini che attendono da troppi anni».
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