Botte a moglie e figli, pena ridotta a 7 anni

In primo grado inflitti 9 anni al commerciante, prescritto il reato di violenza sessuale sulla donna
TERAMO. Pena ridotta da nove a sette anni in Appello per il commerciante teramano di 55 anni accusato di botte e maltrattamenti a moglie e tre figli, all’epoca dei fatti tutti minori. In primo grado l’uomo era stato condannato (collegio presieduto da Flavio Conciatori) anche per il reato di violenza sessuale sulla donna, ma nel frattempo questo reato si è prescritto e da qui la riduzione della pena da parte dei giudici della Corte d’appello. L’uomo era difeso dall’avvocato Mario Cheng Chi Chang.
La donna e due figli, parte civile, sono stati assistiti dall’avvocato Monica Passamonti, mentre un altro figlio nel frattempo diventato maggiorenne è stato assistito dall’avvocato Alessandra Cervelli.
Un clima di terrore e sopraffazione, aveva ricostruito la Procura (Enrica Medori il pm titolare del fascicolo), in cui la donna e i suoi tre figli, secondo l’accusa, sarebbero stati costretti a vivere per anni tra botte, minacce di morte e, spesso, anche senza cibo. Indicativo, a questo proposito, un passaggio della richiesta di rinvio a giudizio: «Poneva in essere nei loro confronti vessazioni di ordine fisico, morale e psicologico consistite, in particolare, nel minacciare lei e i figli di morte giungendo persino a rincorrerli impugnando coltelli da cucina o pesanti utensili; nel colpire la moglie con pugni in testa; nell’afferrare i figli minori per i capelli e sollevarli da terra; nel lasciare il nucleo familiare senza denaro e senza possibilità di acquistare cibo, costringendo le dette persone della famiglia a vivere in un clima di terrore e di sopraffazione e cagionando loro, per effetto di ciò, una grave sofferenza psicologica e un timore per la propria incolumità personale». Un incubo iniziato nel 2009 e finito nel 2014 quando la donna aveva denunciato e con i figli si era rifugiata in una comunità protetta.(d.p.)

