Botte alla mamma: fermato con lo spray

3 Novembre 2023

Giovane si scaglia contro i carabinieri con un martello dopo aver picchiato la donna e danneggiato l’abitazione

TERAMO. Ha picchiato la madre, mandato in frantumi l’interno dell’abitazione e si è scagliato armato di un grosso martello contro i carabinieri: per bloccarlo è stato necessario l’uso di uno spray a al peperoncino. È la cronaca di un ennesimo caso di maltrattamenti in famiglia quello che ha portato all’arresto di un 29enne accusato di maltrattamenti nei confronti della madre, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
I fatti si sono verificati a Canzano e sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri. Secondo la ricostruzione approdata in Procura (sostituto procuratore di turno Silvia Scamurra) l’uomo di 29 anni, rientrato a casa ubriaco, avrebbe prima maltrattato la mamma e poi avrebbe danneggiato l’interno dell’abitazione mandando in frantumi suppellettili e arredamenti vari. A dare l’allarme alcuni vicini di casa che hanno chiamato i carabinieri. Quando i militari sono arrivati l’uomo si è scagliato contro di loro con un grosso martello tra le mani. Per fermarlo i militari hanno dovuto far ricorso allo spray al peperoncino. Successivamente per l’uomo è scattato l’arresto.
E sempre nell’ambito di maltrattamenti in famiglia, si registra un altro caso già approdato in un’aula di giustizia. Nei giorni scorsi un 50enne teramano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver più volte picchiato la moglie davanti ai due figli di 5 e 7 anni.
Violenze che sarebbero avvenute sia all'interno dell'abitazione sia all'esterno, in particolare quando la donna era in compagnia di alcuni familiari. Per questo, sostiene la pubblica accusa, la donna più volte sarebbe stata costretta a lasciare l'abitazione con i figli. Successivamente ci sarebbero stati vari tentativi di riconciliazione tutti naufragati, secondo la ricostruzione della Procura, per la violenza dell'uomo. Quando la donna è tornata, sarebbero riprese botte e minacce di morte con lei che per un periodo è stata ospitata in una casa protetta.
In particolare la pubblica accusa ne sottolinea una che sarebbe avvenuta l’anno scorso. In quell'occasione l'uomo con un coltello in mano avrebbe gridato alla donna: «Se non te ne vai ti uccido».(d.p.)
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