Botte alla moglie davanti al figlio, a processo

Operaio 40enne rinviato a giudizio: accusato anche di averla spintonata e fatta cadere per le scale
TERAMO. L’accusa, pesante, è quella di aver più volte maltrattato la moglie anche davanti al figlioletto di appena un anno: per questo un operaio 40enne teramano è stato rinviato a giudizio e ci sarà un processo per accertare i fatti.
L’ultimo di una lunga serie di violenze in famiglia nel Teramano, così come purtroppo avviene ovunque, è quello che vede un operaio del capoluogo rinviato a giudizio con la pesante accusa di lesioni e maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto di averli compiuti davanti ai minori, un bambino di un anno.
Nei giorni scorsi l’uomo è stato rinviato a processo dal gip Marco Procaccini che ha accolto la richiesta della Procura che aveva chiesto il giudizio. A portarlo in tribunale è stata la donna che ha trovato la forza di denunciare grazie al sostegno della sua famiglia e di alcune amiche.
Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti nel corso del 2022 con la donna trentenne che in più occasioni sarebbe stata maltrattata e picchiata dal marito.
In alcune occasioni si sarebbe trattato di vere e proprie aggressioni che sarebbero avvenute anche davanti al piccolo. In particolare l’accusa fa riferimento a un episodio in cui l’uomo, rientrato a casa dopo il lavoro, al termine di una violenta lite avrebbe spintonato la donna facendola cadere sulle scale dell’abitazione.
A soccorrerla sarebbero stati i genitori della giovane che abitano nello stesso stabile e che, allarmati dalle urla, sono intervenuti trovandola a terra. In questa occasione la donna è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale teramano e agli atti c’è il certificato medico di una prognosi di venti giorni. (d.p.)
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