Botte e minacce alla sorella condannato a 18 mesi

Controguerra, l’uomo era stato arrestato dopo la denuncia della donna e si era rifiutato di rispettare il divieto di allontanamento imposto dal giudice
CONTROGUERRA. Il giudice lo aveva allontanato dall’abitazione in cui viveva con la sorella dopo una denuncia per maltrattamento, ma lui si era fatto beffa dell’ordine e per questo era stato arrestato. A.C., 38 anni, disoccupato, è stato condannato a un anno e sei mesi per maltrattamenti e lesioni nei confronti della sorella. L’uomo (di cui scriviamo solo le iniziali per tutelare la privacy di una vittima di maltrattamenti) è stato condannato al termine di un rito abbreviato che si è svolto davanti al gup Roberto Veneziano.
La sorella ,con il quale l’uomo condivideva la stessa casa familiare, si era rivolta ai carabinieri per denunciare che dal 2012 subiva vessazioni, angherie e soprusi da parte del fratello disoccupato. Le continue richieste di denaro, aveva denunciato la donna, si erano trasformate in violenze domestiche, minacce, offese, ingiurie. Altre volte, con il pretesto di risparmiare, avrebbe chiuso i contatori dell’acqua alla sorella operaia, tra l’altro l’unica dei due a portare un reddito in casa. Stanca di subire, la donna aveva trovato la forza di denunciare il fatto ai carabinieri della stazione di Corropoli (coordinati dal maresciallo Francesco Farinaro)che avevano approfondito e rimesso una relazione al pm Laura Colica che successivamente aveva richiesto ed ottenuto la misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa della sorella. Ma quando i carabinieri si erano presentati a casa per notificare il provvedimento di allontanamento, l’uomo disse a loro che mai si sarebbe allontanato non solo da casa ma dal paese. A quel punto, con urgenza, i carabinieri avevano chiesto al magistrato l’inasprimento della misura, così era arrivato l’arresto l’arresto e l’uomo era finito nel carcere di Castrogno.
Secondo la ricostruzione fatta dai militari la donna avrebbe sopportato per troppo tempo subendo violenze fisiche e psicologiche. All’epoca della denuncia ai carabinieri aveva raccontato che spesso il fratello scagliava anche oggetti contro di lei provocandole delle ferite curate dal medico di famiglia senza mai ricorrere al pronto soccorso per evitare proprio di far del male al congiunto. Ferite ed ecchimosi che avrebbero portato i medici del pronto soccorso a segnalare il fatto ai carabinieri che avevano immediatamente avviato le indagini arrivando a mettere insieme le tante accuse nei confronti dell’uomo che l’altro ieri è stato condannato.(d.p.)
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