Botte per la droga, processo per due

Sant’Omero, rinviati a giudizio i protagonisti di una violenta lite per 25 euro
SANT’OMERO. «Dammi i soldi o la droga. Altrimenti ti ammazzo». E, di fronte al rifiuto dell’uomo, giù botte da orbi. Calci, schiaffi e morsi ai quali la persona aggredita avrebbe risposto con roncolate, in una vera e propria aggressione reciproca che oltre ad aver costretto entrambi gli uomini a ricorrere alle cure del pronto soccorso li ha fatti finire davanti al gup Domenico Canosa. Che ieri pomeriggio, al termine dell’udienza preliminare (pm Bruno Auriemma), li ha rinviati a giudizio con il processo che si aprirà davanti al Tribunale di Teramo a giugno 2015.
A finire alla sbarra Ben Ismail Salem, di 25 anni, accusato di rapina e lesioni personali, e Sante Stanislao Angelini, di 51 anni, che deve rispondere invece di lesioni aggravate. I fatti contestati ai due uomini risalgono a febbraio del 2013 quando secondo l’accusa avrebbero discusso, a Sant’Omero, per questioni legate alla droga. A far scattare la scintilla, secondo la procura, la richiesta, accompagnata da minacce, rivolta da Salem ad Angelini di consegnargli 25 euro o, in alternativa, una somma equivalente di stupefacente. «Dammi i soldi o la droga. Altrimenti ti ammazzo» avrebbe detto il 25enne all’interlocutore, ricevendo come risposta un secco no. Un rifiuto di fronte al quale si sarebbe scatenata la violenza, con Salem che avrebbe aggredito Angelini sbattendogli la testa contro il muro, prendendolo a calci e pugni e avventandosi su di lui per mordergli la testa. Una violenza inaudita di fronte alla quale il cinquantunenne avrebbe reagito afferrando una roncola e colpendo a sua volta l’aggressore, con il peggio evitato solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine allertate da alcuni testimoni e con i due uomini accompagnati al pronto soccorso per le cure del caso.
Una vicenda finita immediatamente sul tavolo della procura e, successivamente, su quello del gup che ieri pomeriggio ha rinviato entrambi gli uomini a giudizio. Nel corso delle indagini Salem, difeso dall’avvocato Tiziano Rossoli, avrebbe sempre raccontato una versione diversa, sostenendo di essere andato a casa di Angelini per chiedergli il pagamento di alcuni lavori svolti dalla madre. Una versione che però non avrebbe trovato riscontro nel corso delle indagini. (al.mar.)
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