Braccio a mare, lavori fermi da mesi

Roseto, protestano diportisti e pescatori. La Provincia: «A breve ripartiranno»
ROSETO. «Da circa due mesi i lavori del braccio a mare sono completamente fermi. Ci avevano detto inizialmente che l'opera sarebbe stata completata entro dicembre scorso, poi a maggio 2022, ma qui passa la seconda estate consecutiva e non si vede la luce». È lo sfogo di alcuni diportisti e pescatori che, abitualmente, lavorano al porticciolo turistico di Roseto, e da febbraio 2021, mese nel quale sono iniziati i lavori, ne hanno seguito tutto l'iter. «A luglio 2021 il braccio arrivava quasi all'imboccatura del porto», precisano alcuni diportisti, «ma poi i lavori si sono fermati. A dicembre 2021 sono ricominciati fino a fermarsi completamente. Con le mareggiate, purtroppo, gli scogli si sono sfaldati e quindi la situazione attuale è peggiore rispetto a un anno fa».
La ruspa infatti è ferma, il cantiere è chiuso e i massi effettivamente, almeno quelli più vicini all'imboccatura del porto, sono sfaldati. Il braccio a mare, finanziato con un milione e 700mila euro, lo sta realizzando la ditta Costruzioni generali Xodo”di Rovigo, e il consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici, nonostante la situazione, assicura che non ci sono problemi. «La ditta mi ha detto che completerà l'intervento», afferma Lanfranco Cardinale, «e i lavori dovrebbero ricominciare a breve».
C’è poi un altro problema serio che riguarda il porticciolo di Roseto, ovvero i lavori per gli argini alla foce del fiume Vomano, attesi da circa 20 anni. Nel 2000, infatti, la Provinciastanziò un finanziamento di 15 miliardi e mezzo delle vecchie lire per lavori urgenti sugli argini del fiume Vomano, a monte e a valle. Nel 2001, per l’effetto del cambio in euro, si tramutarono in 7 milioni 800mila euro circa, di cui 5 milioni e 600mila euro netti per coprire tutti i lavori. Di questi 2 milioni e 400mila euro erano destinati a due interventi a monte, dalla ferrovia verso ovest, mentre 3 milioni e 200mila euro per i lavori a valle, dalla ferrovia alla foce del Vomano: entrambi gli interventi sarebbero dovuti partire nel 2005, ma così non è stato. Ci furono problemi con la prima ditta aggiudicataria e i lavori se li aggiudicò la seconda in graduatoria, ma si arrivò nel 2010. A valle i lavori non potevano iniziare perché c’era l’area Baroni che bloccava e iniziarono a monte dove si spese il doppio dei 2 milioni 400 mila euro previsti, sottraendoli agli interventi a valle.
Luca Venanzi
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