Braccio rotto, ma l’ortopedico non c’è

20 Luglio 2014

Donna deve portare il figlio a S. Omero perché di sera per metà mese manca il reperibile. Rolleri: «Organizzazione errata»

GIULIANOVA. Ennesimo caso di malasanità all’ospedale di Giulianova: una mamma e suo figlio con il braccio rotto sono dovuti andare a Sant’Omero perché non c’era un medico disponibile nel reparto di ortopedia. La spiacevole avventura capitata alla donna giuliese risale a due giorni fa quando, alle 19,30 porta suo figlio al pronto soccorso in preda al dolore al braccio per una caduta. Al pronto soccorso visitano il ragazzo facendogli anche i raggi e poi mandano i due all’ospedale di Sant’Omero per l’in gessatura. A Sant’Omero, dove la donna arriva con la sua auto, viene ricevuta in accettazione e il figlio viene di nuovo sottoposto ai raggi. Dopo qualche ora, al ragazzo viene finalmente messo il gesso.

Questo succede perché, a causa della carenza cronica di personale con l’ospedale giuliese deve fare costantemente i conti, il medico ortopedico reperibile dopo le 20, cioè dopo la conclusione del turno lavorativo, lavora 15 giorni all’ospedale di Giulianova e 15 giorni in quello di Sant’Omero. Il direttore generale della Asl di Teramo Paolo Rolleri (che ha rassegnato le dimissioni pochi giorni fa e che ricoprirà il suo incarico fino a fine mese) si dice insoddisfatto di questa organizzazione di cui nemmeno lui era a conoscenza. «Ritengo questa soluzione adottata dal capo dipartimento», dichiara Rolleri, «non adeguata al carico estivo che l’ospedale di Giulianova deve sopportare, soprattutto d’estate». Il direttore generale, pur tenendo presente i motivi per il quale si è reso necessario questo provvedimento, cioè la carenza di personale, non si dichiara però contento del risultato di tale scelta. «Il reparto di ortopedia», prosegue Rolleri, «è un punto centrale di ogni ospedale. E sebbene il ragazzo sia stato visitato nel pronto soccorso giuliese, dove avevano accertato la non gravità della sua situazione, non ero a conoscenza di questa situazione. Domani incontrerò il capo dipartimento Riccardo Lucantoni e ne discuterò con lui».

Una situazione simile si era creata mercoledì sera quando, dopo l’impatto tra una moto e una bici sul lungomare Zara, i due feriti, una ragazza giuliese e un ciclista 15enne, in vacanza a Giulianova, erano stati soccorsi da un’ambulanza e un’auto medica che, però, avevano dovuto dirottare i due all’ospedale di Sant’Omero per lo stesso motivo: all’ospedale giuliese non c’era un ortopedico che potesse occuparsi dei feriti, entrambi con qualche osso rotto. Fino a poco tempo fa, inoltre, si era parlato di accorpare, nell’ospedale giuliese, il reparto di ortopedia con quello di chirurgia, ipotesi, fortunatamente sventata, che aveva scatenato le ire della Cgil e del sindaco. Mentre il sindacato prometteva battaglia contro un simile atto, difendendo il diritto al lavoro e quello, per i cittadini, a un servizio medico dignitoso, il sindaco Francesco Mastromauro, augurandosi che una simile decisione non venisse presa, aveva poi mandato una nota, lo scorso 8 luglio, a Rolleri chiedendogli di potenziare il reparto per l’estate. Il giorno dopo, il direttore generale aveva inviato due infermieri per il pronto soccorso, due per cardiologia e quattro operatori socio sanitari nel reparto di medicina. L’emergenza per la carenza di personale, tuttavia, non sembra essere risolta e, a farne le spese sono, come al solito, i cittadini.

Margherita Totaro

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