Braga, cambia il diploma ma i problemi di cassa restano

TERAMO. Braga: con la statizzazione cambia tutto, ma economicamente per ora non cambia niente. Intimando d’imperio al ministero dell’Istruzione di procedere con la statizzazione del Braga, il...
TERAMO. Braga: con la statizzazione cambia tutto, ma economicamente per ora non cambia niente. Intimando d’imperio al ministero dell’Istruzione di procedere con la statizzazione del Braga, il commissario ad acta, Maria Grazia Cappugi ha dato l’impulso decisivo alla soluzione della precarietà dell'istituto musicale, ma cosa cambierà veramente rispetto allo stato attuale? Non molto dal punto di vista economico, tanto dal punto di vista della formazione.
A spiegarlo è Alessia De Paulis, membro del consiglio di amministrazione del Braga che spiega come dal momento in cui si è reso operativo il decreto di statizzazione ciò che cambia in primis è il titolo rilasciato che diventa titolo di alta formazione pareggiato ai conservatori statali in grado di rilasciare diplomi accademici di 1° livello, di 2° livello specialistico, diplomi di ricerca e specializzazione. Anche la nomenclatura cambierà in “Istituto statale superiore di studi musicali e coreutici”. La nota dolente è che resta invariata la copertura finanziaria dovrà essere garantita ancora una volta dagli enti sostenitori e firmatati del protocollo d’intesa del 2005, ovvero Regione, Provincia, Comuni di Teramo e di Giulianova. Anche la sede concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune rimarrà a piazza Verdi.
A carico dello Stato saranno solo le nuove assunzioni che il Braga effettuerà a conclusione dei processi di pensionamento, mentre il personale amministrativo e docente resterà a carico degli enti finanziatori attuali. Il problema dunque nell’immediato resta: tranne il Comune di Teramo, tutti gli enti hanno tagliato in maniera cospicua il contributo, arrivando persino all’azzeramento nel caso della Provincia. E poi non sono chiare le competenze dell’ente alla luce dei nuovi stravolgimenti normativi: per questo il presidente Luciano D’Amico e gli altri membri del Cda convocheranno un tavolo con gli enti finanziatori per capire che tipo di impegno economico posso garantire nell’immediato. A febbraio infatti i conti hanno mostrato che il 2015 si chiuderà con un disavanzo di circa 600mila euro. (m.d.t.)
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