Braga lesionato, torna il rebus della sede

L’istituto musicale non potrà rientrare nello storico edificio di piazza Verdi. Il presidente Valente chiede aiuto al prefetto
TERAMO. Braga inagibile, si riapre il rebus sulla sede e l’istituto musicale adesso tenta di trovare una soluzione con il prefetto con l’obiettivo di potersi vedere riconosciuta una sede statale. E c’è un’idea ben precisa: quella della ex sede dell’archivio di Stato in corso Porta Romana. La notizia è trapelata ieri al termine di una riunione informale convocata dal presidente dell’istituto Sergio Quirino Valente, alla presenza del direttore Federico Paci e del coordinatore del Comitato Braga Francesco Capanna, durante la quale è stata formalizzata la richiesta di un incontro dal prefetto convocata per lunedì pomeriggio. In quella sede il presidente Valente farà valere il riconoscimento della statizzazione che di fatto equipara il Braga a un conservatorio statale, e pertanto ci si aspetta che lo Stato faccia la sua parte nell’attribuzione di una sede che gli organi direttivi ipotizzano nel vecchio archivio di Stato.
Tuttavia in attesa di capire se questa soluzione possa essere percorribile, resta l’urgenza di trovare presto dei locali per avviare l’attività didattica ai primi di novembre. E il compito non appare facile per il Comune. Le condizioni del vecchio edificio di piazza Verdi, parzialmente inagibile dal sisma del 2009, si sono aggravate e la conferma è arrivata dopo il sopralluogo dei tecnici della Protezione civile. Il sindaco Maurizio Brucchi ha precisato che in via informale i tecnici hanno dichiarato la non utilizzabilità dell’edificio, ma il primo cittadino attende il parere con le relazioni ufficiali che verranno rimesse dal Dicomac, la direzione di comando e controllo della Protezione Civile, per verificare se ci sono prescrizioni. Di sicuro resta che la vecchia sede è inagibile e quindi si ripropone il dilemma. Il sindaco si era impegnato a far tornare il Braga nella vecchia sede dopo che era sfumata l’ipotesi del Parco della Scienza, che per gli addetti ai lavori non era idoneo. Ora però il comitato Braga polemizza: «Il sindaco aveva dichiarato di poter rendere fruibile i locali di piazza Verdi in cambio di Casa Urbani», dice Capanna, «noi casa Urbani l’abbiamo liberata, ma in cambio cosa otterremo? Non capiamo perché non possa essere messa a disposizione la Molinari, questo argomento sembra un tabù per l’amministrazione». Brucchi spiega che per il momento ogni ipotesi è prematura, visto che peraltro bisogna attendere anche la relazione sulle condizioni del Comi in cui si svolgono attualmente le lezioni. E sulla Molinari puntualizza: «Intanto bisogna verificare dopo il sisma anche le condizioni della Molinari», ha detto il sindaco, «e poi ritengo che la Molinari in questa fase debba rimanere disponibile nel caso si renda necessario dover ospitare le attività di altre scuole che nel frattempo possono essere dichiarate inagibili. Il mio impegno è garantire una sede al Braga, ma fare ipotesi ora è affrettato».
Marianna De Troia
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