Braga, Paci dice no al Parco della scienza

26 Giugno 2016

Secondo il direttore del conservatorio il locale non è idoneo. Dello stesso parere il comitato che sostiene l’istituto

TERAMO. Il direttore del conservatorio “Gaetano Braga”, Federico Paci, esprime la sua contrarietà in merito alla nuova sede dell’istituto musicale prospettata dal sindaco di Teramo nell’attuale Parco della scienza alla Gammarana. «Il conservatorio, in quanto istituto statale, ha diritto per legge a beneficiare di spazi e servizi idonei allo svolgimento dell’attività didattico-amministrativa, non comune a qualsiasi struttura». Federico Paci spiega le motivazioni dell’obiezione sua e del conservatorio: «Abbiamo bisogno di una sede a norma, che possa contare di locali idonei per suonarci. Noi non siamo un’associazione privata, siamo un ente dello Stato. Un conservatorio deve poter contare su una struttura fonoassorbente, ci sono delle norme di legge da rispettare. La decisione di una sede va ponderata, bisogna riflettere su tante questioni, anche sulla difficoltà che troverebbero gli utenti, e in particolare i pendolari, nel raggiungere una sede in una zona non servita dai mezzi pubblici. A Teramo ci sono numerosi palazzi antichi dismessi, che sarebbero certamente più idonei ad ospitare un conservatorio, che ha bisogno di almeno 12/15 aule, oltre all’aula magna: nella precedente sede potevamo contare complessivamente su 20 locali, e in determinate giornate non bastavano». In una nota, il direttore del conservatorio auspica «la convocazione a brevissimo termine di un qualificato tavolo tecnico, che possa consentire il rispetto della normativa, a distanza di oltre un anno dal decreto di statizzazione, ribadendo la assoluta impellenza poichè il 30 giugno scadrà la proroga concessa per l’affidamento dell’istituto Comi e dopo tale data il conservatorio rischia di rimanere completamente sprovvisto di un sito ove svolgere adeguatamente la propria attività istituzionale».

Anche il direttivo del Comitato Braga – un’associazione esterna che sostiene l’attività dell’istituto musicale – tramite il presidente Francesco Capanna, replica in modo perentorio allidea del sindaco Brucchi, di spostare il Braga nei locali della Gammarana che saranno lasciati liberi dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. «Nel constatare il continuo pressapochismo del sindaco nei confronti delle necessità di una istituzione cittadina così prestigiosa», afferma Capanna, «si precisa che gli spazi in questione constano di una sala open-space a piano terra ed alcune stanze al primo piano. È palese che risultino del tutto insufficienti ed inadeguati per ospitare le aule di 28 docenti, uffici amministrativi, direzione, presidenza e biblioteca. Inoltre, l’auditorio annesso presenta anche problemi di acustica ed addirittura di agibilità degli spazi superiori, a testimonianza di quanto poca consapevolezza ci sia da parte di chi propone delle soluzioni fantasiose e di chi le accoglie con entusiasmo, ci riferiamo al presidente Valente. Il conservatorio Braga merita rispetto e serietà per ciò che ha rappresentato e rappresenta, con i suoi 121 anni di storia. Siamo stanchi di annunci che hanno visto il conservatorio protagonista di una girandola di sedi (Forti, Comi, scuola Molinari, ex manicomio, Parco della scienza) che stanno a testimoniare l'incapacità della politica locale di trovare risposte alle esigenze del territorio». Il comitato auspica con urgenza la definizione di una collocazione idonea.

Stefania Mezzina

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