Braga senza finanziamenti nuovo vertice al ministero

Il sindaco ha chiesto un incontro con il sottosegretario D’Onghia che dovrebbe avvenire a breve: «Il governo ci deve ascoltare, l’istituto va salvato»
TERAMO. Il destino del Braga tornerà in discussione al ministero dell’Università. Il sindaco Maurizio Brucchi ha chiesto un incontro al sottosegretario Angela D’Onghia per chiarire gli aspetti controversi della statizzazione dell’istituto musicale. L’appuntamento non è stato ancora fissato, potrebbe tenersi già nel corso della prossima settimana, ma la rappresentante del governo ha risposto alla mail inviata dal primo cittadino dicendosi pronta ad affrontare la questione.
Il nodo principale da sciogliere resta l’articolo 10 del regolamento approntato dal commissario ad acta nominato dal Tar dopo la sentenza che di fatto ha imposto al governo di procedere alla statizzazione del Braga. Quella parte del testo prevede infatti che le spese di gestione restino a carico degli enti locali che fanno parte del consiglio di amministrazione dell’istituto. Una statizzazione così concepita si trasformerebbe di fatto in una beffa perché non darebbe alcuna prospettiva di uscita dalla crisi finanziaria, aggravata di recente dal taglio o dall'azzeramento dei contributi assicurati fino all'anno scorso dai Comuni di Teramo e Giulianova, dalla Provincia e dalla Regione. Questi ultimi hanno dunque impugnato davanti al Tar l’articolo 10 del regolamento per chiederne la cancellazione.
Nel frattempo, però, la statizzazione col trucco ha prodotto un primo effetto aprendo la mobilità per i docenti dell’istituto. Quasi tutti, considerata l’incertezza della situazione e l’arretrato di quattordici mensilità nel pagamento degli stipendi, hanno presentato la domanda per essere trasferiti altrove. Il rischio, dunque, è che nel giro di poche settimane il Braga si ritrovi senza docenti. Per questo Brucchi si è rivolto al sottosegretario D’Onghia. «La parola d’ordine resta la salvezza dell’istituto», conferma il primo cittadino che però lancia una frecciata ai rappresentanti degli altri enti sostenitori dell’istituto: «Ho l'iimpressione di essere rimasto da solo a combattere, ma questo non mi spaventa».
A parte la fondamentale questione dell’appartenza istituzionale, da risolvere restano problemi logistici che offuscano ancora di più il futuro del Braga. Tra queste la mancaza di una sede. Il Braga attualmente è ospitato nel campus universitario per l’inagibilità dell'ex convento di piazza Verdi. Questa collocazione, però, va rivista. «Troveremo una sede diversa», conclude Brucchi, «ma intanto il governo ci deve stare a sentire». (g.d.m.)
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