Brucchi è fiducioso: «Il bilancio passerà»

Oggi in consiglio l’amministrazione rischia di cadere se non si troveranno 17 voti a favore: «Prevarrà il buon senso»
TERAMO . «Sono convinto che prevarrà il buon senso». La certezza dei numeri per l'approvazione del bilancio ancora non c'è, ma il sindaco Maurizio Brucchi ostenta fiducia. Manca un voto per arrivare alla fatidica soglia dei diciassette che consentirebbe l’approvazione del documento contabile e il ripristino di una maggioranza certa, seppur stiracchiata. L'appuntamento decisivo è fissato per oggi alle 15.30, quando il provvedimento approderà in aula, e nonostante l'esito della discussione resti incerto, soprattutto dopo che dai dissidenti non sono arrivati segnali incoraggianti di apertura nei confronti dell'amministrazione, il primo cittadino nutre speranze di portare a casa il risultato.
«Il bilancio è da approvare», osserva, «il contrario sarebbe un grave danno, non per la giunta o la maggioranza ma per tutta la città». Brucchi punta sulle considerazioni esposte martedì sera ai fuoriusti di "Futuro in" Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca e l'ex alleato Raimondo Micheli di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale. «Abbiamo ridotto la tassa sui rifiuti con un'indicazione importante soprattutto verso le aziende e le attività commerciali», sottolinea, «siamo riusciti a tenere inalterati i servizi sociali e scolastici senza aumentarne i costi e abbiamo pianificato il contenimento dell'anticipazione di cassa che rappresenta l'unica criticità del bilancio». I presupposti per un voto positivo, insomma, ci sono tutti sebbene dissidenti ed ex alleati non abbiamo dato alcuna garanzia sul puntellamento della maggioranza per farla tornare sopra la soglia dei 17. «Comunque credo che i consiglieri agiranno con senso di responsabilità», insiste il sindaco, «anche perché se non è stato fatto finora, oggi non avrebbe alcun senso far cadere l'amministrazione». Le conseguenze negative si rifletterebbero anche sulla ricostruzione. «In bilancio ci sono i 400mila euro di donazioni private che, in caso di bocciatura, non potrebbero essere utilizzati», tiene a precisare Brucchi, «e poi abbiamo tutti gli interventi sulle scuole da portare a compimento». Per il sindaco, insomma, vale ancora il principio che l'ha spinto a non dimettersi a metà ottobre: «La città ha bisogno di una governance politica». Brucchi è convinto che il documento contabile supererà l'esame con la maggioranza dei consensi che ridarebbe piena legittimazione politica all'amministrazione. Sullo sfondo, però, c'è anche un'altra ipotesi. Una norma del regolamento consiliare consentirebbe di approvare il bilancio anche solo con la presenza di 17 consiglieri in aula, prescindendo da come si pronunciano. Per cui il documento risulterebbe varato anche con 16 voti favorevoli e almeno un astenuto o anche un contrario, purché risulti presente. Su questa soluzione il sindaco al momento non si sofferma, non considerandola un'opzione esplicita. Un riferimento indiretto a un governo senza una maggioranza effettiva, com'è stato finora, però lo fa. «Si va avanti», afferma, «finché si approvano i provvedimenti riusciamo a dare risposte alla città». Il voto politico sul bilancio, che tra l'altro è più un consuntivo che un preventivo perché di fatto arriva a fine anno, potrebbe avere scarso significato rispetto alla soluzione di problemi concreti connessi all'emergenza dello scorso inverno.
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