Brucchi a Roma, bilancio al vaglio del ministero

1 Giugno 2016

Verificherà se è possibile accedere ai fondi per il riequilibrio degli enti locali Per l’opposizione è predissesto, per il sindaco «il disavanzo è sceso di 5 milioni»

TERAMO. Sarà il ministero delle Finanze a dire l'ultima parola sullo stato di salute dei conti del Comune. Il sindaco Maurizio Brucchi andrà a Roma subito dopo l'approvazione del bilancio, a metà giugno, per verificare con i tecnici ministeriali la possibilità di accedere al fondo nazionale di riequilibrio finanziario degli enti locali.

Ad annunciarlo è stato proprio il primo cittadino ieri mattina, nel corso della commissione finanze chiamata a esaminare il rendiconto del 2015 e il documento contabile di previsione per quest'anno. Per l'opposizione si tratta di un'ammissione implicita che il Comune è in una condizione di predissesto dovuta a una mancanza di liquidità che impone il ricorso alla cosiddetta "anticipazione di cassa", in pratica a prestiti bancari che in teoria vanno coperti con gli incassi delle rate sulle tasse. Le cifre riferite al 2015, secondo quanto evidenziato dal capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, indicano un mancato rientro pari a 11,7 milioni di euro e quest'anno la tendenza è in peggioramento.

Finora l'anticipazione di cassa ammonta a 16 milioni e dunque il predissesto sarebbe scritto nei numeri oltre che richiamato nelle relazioni della dirigente alle finanze Adele Ferretti e dei revisori dei conti allegate al bilancio. Brucchi, però, respinge le interpretazioni catastrofiste dell'opposizione. «Fa scena parlare di predissesto, ma questa ipotesi non esiste», contrattacca, «il governo ha creato il fondo di riequilibrio perché tutti i Comuni hanno problemi di liquidità e devono far ricorso all'anticipazione di cassa». L'accesso ai finanziamenti statali, che andrebbero comunque restituiti sebbene in un ampio lasso di tempo, dipende dai riscontri su dieci parametri che attestano lo stato dei conti.

«Ne abbiamo nove in regola», tiene a precisare il sindaco, «e l'unico non in linea riguarda proprio l'anticipazione di cassa». Brucchi ritiene, insomma, che non ci siano i presupposti per attingere al fondo di riequilibrio, ma andrà comunque a Roma «per chiedere un parere al ministero» sulla scorta di quelli che definisce «suggerimenti» ricevuti dalla dirigente e dai revisori. Il galoppo dell'anticipazione di cassa, a detta del primo cittadino, si potrebbe comunque frenare con ulteriori tagli ai costi fissi. Sarebbe una strategia di lungo periodo che l'amministrazione di fatto ha già avviato.

«Il disavanzo è stato ridotto di cinque milioni», fa notare, «e il saldo tra entrate e uscite nella parte di competenza del bilancio è positivo per 8,9 milioni». L'indebitamento nell'ultimo quinquennio è sceso di dieci milioni e i conti sono meno rigidi grazie ai risparmi sul personale e al blocco dei mutui. «Questi dati indicano che nel 2015 abbiamo lavorato bene», insiste Brucchi che individua «due fari» nei conti per l'anno in corso: la scuola e il sociale. «Abbiamo mantenuto i servizi senza aumentare le tariffe», sottolinea, «garantendo ventuno ore di assistenza ai disabili come nessun altro Comune in Italia».

Gennaro Della Monica

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