Brucchi: «C’è bisogno di una giunta più forte»

Il sindaco in aula rimanda a domani l’annuncio ufficiale dei nuovi assessori ma difende l’allargamento criticato da molti: «La città è in emergenza»
TERAMO. «Abbiamo bisogno di rafforzare l'organo di governo». Con queste parole il sindaco Maurizio Brucchi ha annunciato ieri, in consiglio comunale, l'imminente ampliamento della giunta. Non c'è stata l'ufficializzazione delle nomine, dopo l'anticipazione in mattinata della disponibilità di "Teramo soprattutto" a occupare un assessorato con Dodo Di Sabatino Martina, ma il primo cittadino ha confermato che entro domani assegnerà gli incarichi. Lo ha fatto rispondendo a un'interrogazione polemica di Gianluca Pomante, secondo cui «la nuova giunta sarà il simbolo dell'inutilità e dello sperpero di denaro». Secondo il consigliere, infatti, non ci sarebbe alcuna esigenza amministrativa di riportare a nove il numero degli assessori, con l'inserimento dei due rappresentanti di "Futuro in" Katia Provvisiero e Silvio Antonini, oltre a quello di Di Sabatino Martina. «A cosa servono queste nomine», ha chiesto il consigliere di opposizione, «se la produzione di delibere di giunta ha toccato il minimo storico?». La domanda è in parte retorica perché, a detta di Pomante, Brucchi si accinge a lasciare l'incarico in Comune per candidarsi l'anno prossimo al Parlamento, considerando il recente accredito ricevuto dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, e per questo ha bisogno di allargare la sua base elettorale anche tramite la designazione dei tre assessori in più.
Di tutt'altro tenore è stata invece la valutazione del sindaco, che ha evidenziato l'esigenza di ampliare la schiera dei propri collaboratori data la situazione emergenziale creata dal sisma. «Quando, qualche mese fa, non c'era questa necessità ho ridotto il numero degli assessorati», ha tenuto a precisare, «ora però mi ritrovo con nove deleghe ed è un peso troppo grande da portare da solo». Brucchi ha comunque glissato sul numero dei posti in giunta. «Che siano sette, otto o nove non è importante», ha osservato, «ciò che conta è dare maggiore forza all'attività amministrativa». Il sindaco ha fatto riferimento anche a un irrobustimento della struttura tecnica impegnata nella gestione delle pratiche per la ricostruzione, ma non ha raccolto la provocazione di Pomante secondo cui, se l'esigenza è affrontare l'emergenza, un assessorato potrebbe essere affidato anche all'opposizione.
Non è passata inosservata neppure l'uscita di qualche ora prima con cui di fatto Di Sabatino Martina ha reso pubblico il suo ingresso in giunta. L'anticipazione non è piaciuta ad esponenti della maggioranza come Vincenzo Falasca e Domenico Sbraccia e ha fornito un motivo di contestazione al capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto. «Il consigliere si è già autoattribuito le deleghe», ha osservato, «dopo aver per mesi delegittimato l'amministrazione, dando uno schiaffo sia al sindaco che alla giunta». Di Sabatino Martina, arrivato in aula a seduta quasi conclusa, non ha risposto alle accuse, mentre il suo collega di gruppo Alberto Covelli ha sottolineato che il rappresentante dem non avrebbe capito il senso della presa di posizione di "Teramo soprattutto". «Non mi sento delegittimato», ha concluso Brucchi, «ma accolgo con favore la nuova dsponibiltà a far parte della compagine amministrativa». Al sindaco non resta, dunque, che firmare le nomine.
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

