Brucchi e Cialente, patto di ferro

Oltre che al caro pedaggi dicono no all’Imu sui terreni agricoli
TERAMO. Il fronte comune formato dal sindaco Maurizio Brucchi con il suo collega aquilano Massimo Cialente punta dritto verso il governo. Le iniziative condivise dai due primi cittadini, nelle quali saranno coinvolti anche altri loro colleghi, non si limiteranno a contrastare l'aumento del pedaggio dell'A24 ma abbracceranno anche l'applicazione dell'Imu sui terreni agricoli.
Per scongiurare il rincaro del 9% della tariffa autostradale Brucchi e Cialente si sono rivolti al governo, che deve autorizzare il ritocco proposto dalla società di gestione "Strada dei parchi". Da Roma sarebbe arrivato un primo segnale distensivo che limita l'aumento all'1,5%. Il sindaco accoglie l'annuncio come un'indicazione positiva ma aspetta informazioni definitive. «Voglio vedere il provvedimento», spiega, «poi farò le valutazioni conseguenti. L'incremento di quasi il 20% nel giro di due anni ucciderebbe i nostri territori», tiene a precisare, «e non troverebbe giustificazione adeguata nella necessità di opere di manutenzione per l'A24». Un'eventuale conferma dell'aumento innescherebbe clamorose iniziative di protesta.
Le stesse che Brucchi annuncia, sempre al fianco di Cialente, per l'Imu sui terreni agricoli. «Il governo ha posticipato il pagamento a fine gennaio», osserva il sindaco, «ma nel frattempo ha confermato il taglio di quasi 400mila euro ai trasferimenti erariali». Il mancato incasso andrebbe compensato con l'imposta sugli immobili da applicare con l'aliquota del 7,6 per mille ai terreni agricoli finora considerati esenti da pagamento. «Oltre all'assurdità della norma», afferma Brucchi, «resta il problema di chiedere soldi per aree spesso improduttive». Il sindaco non ha alcuna intenzione di attirarsi ulteriore ire e lamentele per una decisione presa unilateralmente dal governo e così sta valutando con gli uffici finanziari del Comune come compensare la minore entrata senza applicare la nuova tassa. «Non è escluso», conclude, «che ricorreremo alla disobbedienza fiscale». (g,d,m,)
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