Brucchi: «Giunta da rifare? Ora conta il programma»

Nessuna risposta alle richieste dei dissidenti, continuano le consultazioni Futuro In: «Il primo cittadino deve cercare la sintesi e i numeri in consiglio»
TERAMO. La priorità resta il programma di fine consiliatura. A metà del giro di consultazioni con dissidenti, fuoriusciti e alleati di maggioranza il sindaco Maurizio Brucchi ribadisce la linearità del percorso che ha messo a punto dopo le dimissioni e l'apertura formale della crisi in Comune. Nelle prossime ore incontrerà i rappresentanti di "Al centro per Teramo", la lista civica che fa capo a Mauro Di Dalmazio, per completare il quadro dei colloqui con i gruppi che dalle elezioni in poi si sono allontanati dalla coalizione, lasciandola senza numeri per governare. Alle prime sollecitazioni sulla necessità di ridimensionare il numero degli assessori, riportandolo a sei o sette contro l'attuale assetto a nove, Brucchi mette davanti la questione programmatica. «Rispetto tutte le posizioni emerse finora», osserva, «il ragionamento però non può partire dalla coda». La ricomposizione, nei nomi e nei numeri, della giunta sarà insomma il passo successivo alla condivisione del documento con gli obiettivi. Il sindaco dimissionario ne completerà la stesura all'inizio della prossima settimana e non è escluso che lo porterà in consiglio per misurarne il consenso.
FUTURO IN. A questa soluzione guarda soprattutto "Futuro in", il gruppo che di recente ha perso i consiglieri Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca e al quale verrebbe richiesto il dimezzamento della rappresentanza in giunta qualora passasse l'idea del ridimensionamento numerico. La compagine civica riferita a Paolo Gatti in una nota rileva «con piacere» le prese di posizione tra cittadini, associazioni, commercianti e imprenditori che ritengono dannoso il lungo commissariamento che seguirebbe alla conferma delle dimissioni da parte del sindaco. Quest'ultimo, dunque, secondo "Futuro in" deve «necessariamente, nel perseguimento della migliore realizzazione del bene comune, tornare nella sede istituzionale del consiglio comunale e ricercare, sulla base di una condivisione programmatica, una sintesi che si traduca nei numeri necessari per il prosieguo della consiliatura per la naturale durata». D'altra parte il gruppo ritiene «doveroso da parte di tutti i consiglieri dare un contributo a quanto il sindaco vorrà proporre in modo aperto e trasparente e pertanto, come abbiamo sempre fatto, offriremo anche noi un supporto di idee e soluzioni per la città».
POMANTE. A detta del consigliere di opposizione Gianluca Pomante, però, l'unico obiettivo di Brucchi è «restare seduto sul suo scranno in attesa di migliore collocazione». Il sindaco «se la canta e se la suona, ritenendo di poter contare su dissidenti ad orologeria che, alla fine, si accontenteranno di un incarico o di una poltrona, come già accaduto». Per questo Pomante auspica «che un barlume di dignità sia rimasto ai consiglieri di maggioranza che hanno determinato la crisi». Confermare il sostegno a «un'amministrazione che in ben otto anni è stata capace solo di devastare la città e che non ha alcuna intenzione di cambiare rotta, nonostante i proclami», fa notare Pomante, «certificherebbe che questa coalizione resta al potere, a costo di qualsiasi compromesso, solo per poter raschiare il fondo del barile; il commissario, a questo punto, sarebbe una panacea».
Gennaro Della Monica
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