Brucchi: «L’Ato ci deve 4 milioni»

Il sindaco reclama la restituzione del debito per evitare di dover tagliare altri servizi ai cittadini
TERAMO. L’Ato, l’ente d’ambito territoriale dell’acqua, deve al Comune di Teramo 4 milioni di euro di rimborsi dal 2010. Una cifra che non ha mai pagato e che adesso il sindaco Maurizio Brucchi sollecita in virtù del fatto che deve chiudere il bilancio di previsione e quella somma farebbe comodo per evitare di fare scelte impopolari come la soppressione di alcuni servizi.
Il problema è emerso nell’ultimo consiglio comunale su impulso del consigliere comunale Franco Fracassa che ha posto il problema dei costi esorbitanti per la collettività teramana del mantenimento dell’Ato commissariato. Si parla di 380 mila euro a consuntivo che l’ente di controllo costa al Ruzzo ogni anno. Intanto, al di là dei rapporti tra l’ente d’ambito territoriale e l’azienda acquedottistica, al sindaco per il momento preme rientrare in possesso del credito vantato, tanto da aver già presentato ingiunzione di pagamento, e mettere fine al commissariamento.
Ma come è maturata questo debito dell’Ato verso il Comune? Il sindaco spiega che i 4 milioni di euro sono riconducibili a dei rimborsi su dei mutui che il Comune sta pagando per la costruzione di depuratori e reti fognarie date poi in uso al Ruzzo che le utilizza. Somme che vanno rimborsate al Comune dal Ruzzo per conto dell’Ato, che è l’organo di controllo, ma che Brucchi dichiara che non essere mai state liquidate.
«E’ una cifra che per noi rappresenterebbe una boccata d’ossigeno non da poco» commenta il sindaco,«e invece siamo ridotti al lumicino per garantire la sopravvivenza dei servizi alle famiglie con la beffa delle strumentalizzazioni dell’opposizione. Penso ad esempio a Gianguido D’Alberto del Pd che ci accusa di fare ricorso alle anticipazioni di cassa, senza citare l’indebitamento del Ruzzo gestito dal centro-sinistra per 20 anni e delle ricadute che questo ha sul Comune di Teramo». Il sindaco poi parla del commissariamento dell’Ato. «Sono stato anche alla Cassa depositi e prestiti per trovare una soluzione ma nessuno concede mutui a un ente commissariato. Non c’è nulla di personale verso il commissario Pierluigi Caputi che svolge egregiamente il suo ruolo, ma resta il fatto che il controllo del Ruzzo deve tornare nelle mani dei sindaci».
E’ per questo che Brucchi ha dichiarato che si attiverà nei prossimi giorni per chiedere al presidente Luciano D’Alfonso l’uscita dal commissariamento. Un ulteriore carico da novanta è stato poi messo dal sindaco e dal consigliere Fracassa sul costo di 380 mila euro che l’Ato impone al Ruzzo per il mantenimento della sua struttura. «Abbiamo appreso che di questo importo ben 240 mila euro sono spesi per un canone d’affitto pagato per la sede dell’Ato negli uffici dell’Ater. Ci sembra una cifra eccessiva a carico della collettività visto che incide in bolletta», sostiene Fracassa, che aggiunge: «E’ inaccettabile perpetrare questi sprechi e chiedere ancora sacrifici ai cittadini che fanno bene a indignarsi alla luce poi di accadimenti come quelli della carenza idrica».
Marianna De Troia
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