Brucchi: la sede ideale è Teramo, più baricentrica

9 Novembre 2016

Per il primo cittadino potrebbe essere costruito nell’area industriale di Sant’Atto «È già pubblica, dotata di infrastrutture e di collegamenti stradali adeguati»

TERAMO. «Questo terremoto di fatto ha modificato le strategie delle amministrazioni: vale per le scuole e vale sicuramente anche per gli ospedali. Alla luce del fatto che tre su quattro in provincia non sono antisismici, se ero favorevole a un nuovo ospedale unico un anno fa non posso che essere favorevole adesso». Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi parla con cognizione di causa essendo non solo amministratore ma anche medico del Mazzini. «Un ospedale unico avrebbe criteri di maggiore efficienza, di risparmi, anche per l'utenza avrebbe sicuramente più senso».

Benissimo. Poi arriva la stoccata: «Ma sicuramente la cosa che non mi va bene è che si proponga come sede Mosciano, anche perchè è in una fascia sismica più bassa. Questo discorso non lo posso accettare come sindaco di un comune capoluogo». Il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, nell’intervista pubblicata ieri, elencava, fra i motivi che hanno indotto la Asl a indicare Mosciano come probabile sede, quello che Teramo è in fascia 2 (rischio sismico medio-alto), Mosciano in fascia 3 (rischio medio-basso). «L'ospedale unico di deve fare a Teramo, ci sarebbe l'area disponibile e pronta: l'ex area industriale di Sant'Atto. E’ una sorta di cimitero degli elefanti, in quanto ci sono rimaste pochissime aziende. Va riqualificata, ha già le infrastrutture ed è già di proprietà pubblica. Non pretendo di essere io quello che decide, ma penso di dover dire quel che penso. Tra l'altro è un'area già servita e anche baricentrica rispetto agli altri territori. Ha vicino la Teramo-Ascoli che sta andando avanti, la Teramo-mare e poi c'è il discorso della Teramo-Atri. E poi il territorio provinciale è particolarmente montuoso, se andiamo troppo verso la costa penalizziamo le aree interne».

A parte la posizione, Brucchi condivide l’impostazione del progetto: «In provincia non abbiamo ospedali privati. Dovremmo pensare a strutture per cronici e per persone anziane. La vecchia rete ospedaliera andrebbe ripensata in base a questo: alcune strutture andrebbero destinate alla lungodegenza. E poi ci sarebbe il nuovo ospedale unico per acuti». Solo che «dev’essere a Teramo, il comune capoluogo deve avere anche un suo ruolo, anche se adesso si deve parlare di area vasta. Non è un discorso campanilistico e non è in contrapposizione con nessuno, con chi ha opinioni diverse, che rispetto. Io dico la mia, non è il verbo».

E, comunque, il sindaco chiede che sull’argomento venga avviato un dibattito «aperto alle varie realtà, non solo all'interno di Teramo città, ma esteso anche alle altre comunità. Questa è scelta strategica così fondamentale per futuro nostro territorio che si deve aprire sicuramente un dibattito. Finita l'emergenza sima organizzerò iniziative che portino a una discussione. Ho la sensazione che si sia deciso dove, come e quando si fa». (a.f.)

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