Brucchi multato perché non va in aula nel processo a Rosci

Doveva testimoniare sullo stalking, sanzione da 200 euro Il primo cittadino: «Meglio pagare ed essere parte lesa»
TERAMO. Il sindaco non si presenta in aula come teste e il giudice lo multa perchè assente ingiustificato.
Al primo cittadino Maurizio Brucchi costa 200 euro la mancata presenza nel processo in cui il leader di Azione Antifascista Davide Rosci è imputato proprio per stalking all’amministratore. E’ avvenuto ieri mattina davanti al giudice Antonio Converti che, dopo aver contravvenzionato il primo cittadino, ha rinviato l’udienza a febbraio.
Secondo Brucchi l'assenza per la quale ha ricevuto la multa era giustificata e non è riferita all’episodio di ieri mattina. «Quel giorno non sono potuto andare in tribunale perché dovevo patecipare a un incontro con il presidente della Camera Laura Boldrini a Roma», sottolinea, «e l'avevo comunicato come faccio sempre quando ho impegni istituzionali». La multa, dunque, l'ha colto di sorpresa. «Per il momento non ho ricevuto alcuna notifica», tiene a evidenziare Brucchi, «ma se devo, pagherò quanto mi viene richiesto». Il sindaco la prende con filosofia e conclude con una battuta: «Preferisco dover pagare una multa ed entrare in tribunale come parte lesa».
Brucchi nel procedimento in corso davanti a Converti non si è costituito parte civile. Rosci, che dopo la recente conferma in appello della condanna a sei anni per gli scontri di Roma è agli arresti domiciliari e ieri mattina era presente in aula, in questo procedimento è imputato anche per interruzione di pubblico servizio insieme ad altri 19 giovani teramani.
I fatti contestati sono quelli avvenuti ai tempi della richiesta di referendum sul vecchio stadio quando, in alcune occasioni, alcuni gruppi di tifosi intervennero durante le sedute del consiglio comunale e nel corso di una conferenza di presentazione del Teramo Calcio per ribadire il proprio no all’abbattimento del vecchio stadio Comunale.
Nell’ottobre del 2010 a Rosci venne notificato il provvedimento di divieto di avvicinarsi a meno di 50 metri dal primo cittadino che, proprio sulla questione del mancato referendum (per cui gli stessi tifosi avevano raccolto cinquemila firme) era stato oggetto di intimidazioni e minacce.(d.p. e g.d.m.)
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