Brucchi: non metto a rischio la sicurezza dei bambini

12 Settembre 2017

Taglio del nastro alla nuova elementare Fornaci-Cona ospitata all’Itg Forti 

TERAMO. Il rumore della speranza è il ticchettio di un bastone bianco. Quello che il piccolo Mario (nome di fantasia) punta a terra nel suo primo giorno di scuola. Lui i palloncini colorati sistemati ovunque non li può vedere, ma ci sono le sue insegnanti a fargli sentire quei verdi e rossi intensi che raccontano la prima campanella nelle nuove aule della scuola Fornaci-Cona, unica chiusa tra le sei a maggiore vulnerabilità sismica.
A tempo di record i 160 alunni, tra materna, elementari e media, hanno trovato ospitalità in un’ala dell’istituto per geometri “ Forti” e da qui ripartono tra emozionate mamme e papà e un altrettanto emozionato primo cittadino Maurizio Brucchi. Che nei giorni delle polemiche sulla sicurezza delle scuole sceglie proprio questa realtà per salutare tutti gli studenti teramani e dire: «Oltre ad essere sindaco sono anche papà. Non farei nulla per mettere a rischio la sicurezza dei bambini».E aggiunge dopo il tradizionale taglio del nastro insieme agli alunni: «Manterremo le scuole in questa zona». Mostra fiero una targa che arriva da genitori e scuola «per ringraziare lei e la sua giunta perchè qui nessuno si è sentito abbandonato» dice la preside Maria Letizia Fatigati. Che non nasconde la sua soddisfazione quando, nel mostrare aule e laboratori, afferma: «Non è una cosa improvvisata. Abbiamo tutto quello che serve per svolgere al meglio l’attività didattica, a cominciare dai percorsi di inclusione». Perchè i cambiamenti cominciano dalle parole e allora non ci sono disabili ma persone da includere in un percorso.
E ci sono i genitori che negli ultimi anni hanno imparato a conoscere i significati di termini come indice sismico, pronti a controbattere con dati scientifici alla mano. La vecchia scuola Fornaci-Cona è l’unica risultata a rischio delle sei con indice di resistenza inferiore allo 0,2 nella scala che indica 1 come massimo grado di sicurezza. «Questa scuola ci sembra sicura», dice mamma Manuela, un figlio alle elementari e uno alla scuola materna, «da qualche anno, purtroppo, ogni riapertura è diventata un’angoscia. Questa soluzione per noi è ottimale perchè la sicurezza è al primo posto ma ci sono voluti i terremoti per capirlo». Anche per papà Carlo, un figlio in terza elementare, i nuovi locali non hanno nulla da invidiare ad altre scuole. «Sono spaziosi e luminosi con scale antincendio», dice, «certo la paura c’è sempre ma perchè le scosse si ripetono e questo terremoto non sembra volerci lasciare. Ma questa è una struttura che risponde a tutte le norme previste e questo ci dà sicurezza». Mamma Maria in questa scuola di figli ne ha tre: «Che devo dire? Quando ci hanno detto che avrebbero chiuso la vecchia scuola ho pensato subito: meno male che in questi anni non è mai successo niente. Perchè quando sei genitore difficile controllare ansia e paura. Poi quando ci hanno detto che avrebbero portato qui i bambini mi sono rassicurata perchè è evidente che la struttura è in ottime condizioni e oggi che la vedo dall’interno ne ho la conferma visto anche che mio marito lavora nell’edilizia e quindi un po’ si intende di queste cose». Sono da poco passate le 9 quando nelle aule dell’istituto comprensivo Falcone-Borsellino, finiti i discorsi e ultimato il giro di visite, le lezioni cominciano. All’ingresso, tra palloncini e disegni, c’è una scritta “Work in progress” con una grande freccia orientata verso l’interno. Da qui comincia la lezione di una delle insegnanti. Dice agli alunni: «Significa lavori in corso, significa che lavoreremo insieme per una scuola che è di tutti».
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