Brucchi: «Non molliamo, la battaglia continua»

25 Marzo 2017

Il sindaco studia forme di protesta insieme ai colleghi umbri e marchigiani per ottenere ulteriori modifiche al provvedimento nel passaggio in Senato

TERAMO. «Non ci arrendiamo». L'insoddisfazione per le modifiche parziali al decreto sisma introdotte con il voto alla Camera di due giorni fa non scoraggia il sindaco Maurizio Brucchi. «Continueremo la battaglia in vista dell'esame del provvedimento al Senato», annuncia il primo cittadino, «e valuteremo l'organizzazioni di ulteriori iniziative simili alla manifestazione del 2 marzo». Brucchi si è già messo in contatto con i suoi omologhi di Ascoli, Spoleto e Tolentino che con lui sono stati a Bruxelles per perorare, di fronte al Parlamento europeo, la causa dei territori colpiti dalla doppia emergenza di terremoto e maltempo. Insieme pianificheranno «azioni», che questa volta dunque non riguarderanno solo l'Abruzzo ma coinvolgeranno le altre regioni accomunate dai medesimi problemi irrisolti dal varo del decreto, allo scopo di esercitare ulteriori pressioni sul governo. «Tutto quello che abbiamo fatto finora con la manifestazione a Roma, gli incontri e l'attività dei nostri parlamentari qualche risultato l'ha prodotto», tiene a precisare il sindaco riferendosi alle modifiche che sono state apportate al testo a Montecitorio, «ma non è quello che volevamo e che ci saremmo aspettati dal confronto in aula».

L'inserimento nel cratere anche dei comuni di Basciano e Penna Sant'Andrea, il rafforzamento e l'estensione delle misure di sostegno a cittadini e aziende riferite a sgravi fiscali e contributivi, il ristoro dei danni al patrimonio pubblico, gli indennizzi per le frane e i danneggiamenti causati dal maltempo nei comuni non rientranti nell'area del cratere e l'attivazione di un fondo per la compensazione dei minori introiti derivanti dalla Tia per pagare il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti sono i punti principali su cui batteranno i primi cittadini. «I tempi di approvazione del provvedimento sono stretti ma possono bastare», spiega Brucchi, «anche perché non bisogna stravolgere il testo ma introdurre ulteriori correttivi». Non ci sono impedimenti tecnici o regolamentari alla modifica del decreto al Senato, per cui la possibilità di ottenere qualcosa in più rispetto a quanto deliberato dalla Camera c’è: a meno che il governo non ponga la fiducia e di conseguenza blindi il testo bloccando sul nascere qualunque tentativo di aggiustamento. E' vero che il provvedimento, qualora fosse ulteriormente emendato, dovrebbe tornare a Montecitorio per un ulteriore passaggio, ma secondo Brucchi questo potrebbe comunque avvenire in tempi brevi, senza prolungare l'attesa per l'entrata in vigore delle disposizioni. «Il decreto va rafforzato», conclude il sindaco, «non è una giustificazione valida il fatto che l'emergenza ha coinvolto un'area vasta che abbraccia quattro regioni».

Gennaro Della Monica

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