Brucchi punta l’indice: i genitori sbagliano

20 Settembre 2016

Il sindaco: «L’esposto delle famiglie è un errore ma io continuerò a dialogare con loro». L’opposizione lancia bordate

TERAMO. Il suono della prima campanella non attenua il fragore della polemica. Alle parole rassicuranti del sindaco Maurizio Brucchi, che al termine del giro nelle scuole cittadina invoca "serenità", fa da controcanto l'allarme rilanciato dai gruppi consiliare di Pd e "Teramo cambia" sulla scarsa sicurezza degli edifici chiamati ad accogliere studenti e professori. I due gruppi di opposizione insistono nell'evidenziare che la gran parte delle strutture non è stata sottoposta alle verifiche sismiche e quelle controllate hanno indici di antisimicità molto bassi rispetto ai parametri fissati dalle norme. Gli stessi dati emersi dai controlli dopo il sisma del 24 agosto hanno spinto il comitato dei genitori degli alunni che sollecita interventi di consolidamento delle scuole ad annunciare, durante la manifestazione tenuta sabato davanti al municipio, a presentare un esposto in procura.

L'iniziativa aprirebbe un nuovo fronte nelle trattative tra l'amministrazione e mamme e papà preoccupati, ma Brucchi non rinuncia al dialogo. «L'esposto per me è un errore», evidenzia, «ma se lo presenteranno risponderò ai magistrati». Il sindaco precisa di sentirsi «a posto con la coscienza» e di aver reso pubbliche tutte le carte che i genitori del comitato ritengono comunque insufficienti a descrivere il vero stato degli edifici scolastici. «Li ho incontrati e ci siamo dati appuntamento tra un mese», osserva, «da parte mia non c'è alcuna contrapposizione, ma solo un percorso da fare insieme». Brucchi, affiancato dall'assessore all'istruzione Francesca Lucantoni, lancia buoni auspici per il ritorno tra i banchi dalla scuola elementare "Risorgimento" a cui rivela di essere particolarmente affezionato perché l'ha frequentata da bambino. «Iniziamo l'anno con forza e determinazione», spiega, «ho visto bambini sereni e docenti pronti». A chi gli chiede se ha notato anche defezioni sulla scorta dei timori manifestati dai genitori risponde con una battuta. «Non ho fatto l'appello, ma non mi risultano assenze significative», precisa, «capisco l'ansia, sono padre anch'io di due ragazzi che vanno a scuola: dobbiamo procedere con serenità e si affronteranno tutte le problematiche».

I toni di Pd e "Teramo cambia", però, sono tutt'altro che concilianti. L'apertura ritardata delle scuole, secondo loro, non è servita a fornire «alcuna delle risposte alle sacrosante domande che genitori, insegnanti e una città intera hanno posto sulla sicurezza degli edifici». Anzi, le indicazioni derivanti dalle recenti verifiche rendono il quadro della situazione ancor meno rassicurante. Solo per due immobili su tre è stato misurato l'indice che misura il grado di resistenza a un eventuale terremoto. Delle dodici scuole provviste di questo indice, rispetto alle 31 che compongono il patrimonio dell'edilizia scolastica cittadina, quasi tutte sono al di sotto del valore medio fissato dall'Ufficio speciale per la ricostruzione in 0.65 su una scala che va da zero a due. «Ben nove strutture sono sotto questo livello», ricordano Pd e "Teramo cambia", «e sei sono in condizioni preoccupanti». I consiglieri dei due gruppi di opposizione fanno riferimento alle scuole di Piano Solare (indice 0,356), Risorgimento (0,388), Gammarana (0,320), via Tevere (0,281), Giovanni XXIII a San Nicolò (0,228), Colleatterrato Basso (0,280), Piano d'Accio (0,400), via Brigiotti a San Nicolò (0,275) e alla sede Braga in piazza Verdi (0,101) per altro già dichiarata inagibile. Solo la Zippilli (0,830), la "Lettieri" in via Diaz (0.690) e il Micronido (0,953) sono al di sopra del limite.

Pd e "Teramo cambia" denunciano il disinteressamento dell'amministrazione ai bandi pubblicati negli anni scorsi dalla Protezione civile per la sicurezza degli edifici scolastici. «C'erano milioni e milioni di euro ai quali attingere», attaccano, «abbiamo controllato e chiesto spiegazioni, ma non è arrivata alcuna risposta». Il progetto del polo scolastico, una soluzione accampata dall'amministrazione, è rimasto chiuso nel cassetto rivelandosi utile solo per le campagne elettorali. «La scuola è stata sempre l'ancora di salvataggio del sindaco, che non ha mai perso l'occasione di difendere il lavoro fatto per la sicurezza», concludono i due gruppi di opposizione, «oggi, però, si scopre la sua ennesima bugia».

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA