Brucchi: «Siamo pronti a un altro corteo»

8 Marzo 2017

Il sindaco pensa al 20 marzo quando inizierà l’esame del testo, forse solo con gli amministratori

TERAMO. «Il lavoro è appena iniziato». Così il sindaco Maurizio Brucchi, di ritorno da un nuovo giro di contatti romani a sostegno degli emendamenti al decreto sull'emergenza, annuncia una nuova manifestazione di piazza per sollecitare interventi più corposi per aiutare il territorio. Non è passata neppure una settimana dalla mobilitazione che, giovedì scorso, ha portato nei palazzi del governo il grido protesta di 1.800 abruzzesi e già si prospetta un'ulteriore iniziativa che tenga l'attenzione sulle drammatiche conseguenze provocate da sisma e maltempo. «Bisogna insistere», evidenzia Brucchi, «non per contestare, ma per far conoscere ancora meglio le condizioni in cui si trova il nostro territorio». L'opera di convincimento dei parlamentari che saranno chiamati a votare il decreto, proseguita dal primo cittadino teramano anche ieri nei colloqui con gruppi di senatori e deputati, risulterà fondamentale per strappare misure di maggior peso per il rilancio delle aree messe in ginocchio da sei mesi di calamità naturali. «Chi non è di Teramo non si rende conto di quello che è successo», spiega Brucchi, «per questo è necessario proseguire nell'attività di sensibilizzazione». Scaduto ieri alle 18 il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto, la nuova data segnata sul calendario è il 20 marzo quando inizierà l'esame del testo alla Camera. Per quel giorno, dunque, sarà organizzata l'ulteriore manifestazione destinata a dare forza alle ragioni dei territori colpiti dalla doppia criticità. Modalità e forme dell'iniziativa sono ancora da definire. La presenza a Roma potrebbe essere circoscritta ai sindaci e ai rappresentanti degli enti locali, ma secondo Brucchi non sarebbe neppure difficilissimo riproporre una mobilitazione di massa come quella di giovedì scorso. «L'importante sarà comunque continuare a far sentire la nostra voce», insiste, «rappresentare la situazione in cui ci troviamo e spiegare perché servono misure più consistenti da parte del governo». Il Comune ha proposto 16 emendamenti confluiti nei pacchetto delle correzioni proposte dalle altre amministrazioni. «Le richieste probabilmente subiranno una prima scrematura in commissione, anche per evitare ripetizioni», osserva Brucchi, «e alla fine non tutti saranno accolti». Nei prossimi giorni, dunque, bisognerà anche concentrare l'attenzione sulle modifiche ritenute prioritarie. Tra queste il sindaco cita sgravi e agevolazioni fiscali da estendere e rafforzare ampliando la platea dei beneficiari e la loro durata temporale. Fondamentale per il primo cittadino è anche lo stanziamento di una somma forfettaria, indicata in 10mila euro, come contributo per la ristrutturazione delle abitazioni lesionate ma non inagibili. Da innalzare è anche la soglia degli aiuti economici alle fasce più deboli. L'ultima parola, comunque, spetterà alla Camera, sulla versione definitiva del decreto. Brucchi coglie un primo segnale positivo: «Il governo non porrà la fiducia sul provvedimento: significa che gli emendamenti si potranno discutere e votare». (g.d.m.)

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