Brucchi: stop ai tagli alla sanità che penalizzano solo Teramo

19 Settembre 2015

Il sindaco chiama in città D’Alfonso e Paolucci perché sono in cantiere l’accorpamento della Asl e la chiusura di diversi reparti. «Qui non ci sono cliniche private e i costi sono i più bassi»

TERAMO. «La razionalizzazione va bene, ma i tagli alla sanità non possono penalizzare solo il territorio teramano». Le indiscrezioni sul piano regionale di riassetto dei servizi sanitari aprono scenari pericolosi che il sindaco Maurizio Brucchi considera inaccettabili. A rischio ci sono sia la cosiddetta governance della sanità locale, con il possibile accorpamento delle Asl, sia i reparti ospedalieri d'eccellenza (uno su tutti: neurochirurgia al Mazzini), che potrebbero finire nel calderone del ridimensionamento delle unità operative.

L'importanza dei temi in discussione, benché non ancora concretizzati in atti, merita approfondimenti ai quali è finalizzato un consiglio comunale straordinario. La seduta è stata fissata per venerdì 2 ottobre, alle 19, quando in aula consiliare arriveranno il governatore Luciano D'Alfonso, l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e il direttore generale della Asl Roberto Fagnano. Proprio il futuro assetto delle aziende sanitarie locali è uno degli argomenti più scottanti da trattare in aula. «Sarà un momento di confronto istituzionale che servirà a capire la situazione», premette Brucchi, «e non a innescare polemiche politiche».

I rappresentanti della Regione saranno chiamati a confermare quanto anticipato un paio di mesi fa da Paolucci al comitato ristretto dei sindaci circa la possibilità d'istituire una o due Asl in Abruzzo. Il sindaco propende per il mantenimento delle quattro strutture provinciali. «Gli accorpamenti di Vasto a Chieti e di Avezzano all'Aquila dimostrano quanto operazioni del genere siano complesse, visto che dopo due anni non se ne viene ancora a capo», osserva, «e comunque sarebbe importante conservare un punto di riferimento sul territorio». La presenza della dirigenza amministrativa e sanitaria, secondo il primo cittadino, garantirebbe una percezione più rapida e profonda delle esigenze dei cittadini. Brucchi, però, mostra di non avere preconcetti. «Magari D'Alfonso e Paolucci», tiene a precisare, «ci convincono che una o due Asl sono meglio».

Altre valutazioni relative alla riorganizzazione della sanità a detta del primo cittadino vanno ponderate e condivise. «Il governo per il 2015 ha tagliato il 10% dei costi per beni e servizi», spiega, «e la stessa misura sarà adottata per l'anno prossimo». A fronte di questa tendenza c'è l'aumento del costo dei farmaci, in particolare quelli oncologici e contro l'epatite C, cresciuto già di dieci milioni di euro. «Con più spesa e meno fondi», domanda Brucchi, «come si potrà assicurare una buona sanità ai cittadini?». Secondo lui una risposta efficace risiede nella creazione di un ospedale unico provinciale. Anche in questo caso, però, dalla Regione arrivano indicazioni diverse con il primo via libera ufficiale allo stanziamento di 60 milioni da destinare a una nuova struttura a Giulianova.

Il sindaco ricorda che in provincia non ci sono cliniche private né presidi universitari, per cui vanno misurati con attenzione anche gli effetti del ridimensionamento delle unità operative. «Teramo ha cinque chirurgie, l'Aquila nove», tiene a precisare, «i tagli non possono essere orizzontali ma vanno valutati caso per caso». La stessa accortezza andrebbe adottata per ricalibrare i finanziamenti. «Storicamente siamo la Asl che ha i costi procapite più bassi in Abruzzo», sottolinea il sindaco, «il fatto di aver speso meno degli altri non deve trasformarsi in un elemento punitivo».

Gennaro Della Monica

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