Brucchi sulle case di via Longo «Non ci sono ostacoli, si faranno»

Il sindaco non è preoccupato dall’inchiesta avviata dalla magistratura e spiega così il ritardo ormai di mesi: «Abbiamo cercato di ricollocare le famiglie tenendo conto delle loro esigenze»
TERAMO. «Il progetto dell'housing sociale di via Longo va avanti». L'inchiesta aperta dalla procura della Repubblica sull'intervento avviato dal Comune che prevede l'abbattimento e la ricostruzione delle palazzine popolari della zona non preoccupa il sindaco Maurizio Brucchi. «Sono state acquisite dalla magistratura le carte dell'operazione», conferma il primo cittadino, «ma siamo tranquilli perché abbiamo seguito il procedimento corretto».
L'indagine è scaturita da un esposto della consigliera Paola Cardelli, secondo cui il progetto è macchiato da un pesante abuso edilizio e da gravi errori procedurali. La rappresentante della minoranza torna sulla questione precisando che non ha mai sostenuto che l'intervento è stato bloccato dalla procura. Secondo lei, l'esposto e la successiva inchiesta hanno indotto l'amministrazione a muoversi con maggiore cautela rallentando la procedura.
Per il sindaco, però, non ci sono ostacoli né giudiziari né tecnici al perfezionamento dell'operazione che porterà alla riqualificazione del complesso edilizio alle porte del centro storico. «Abbiamo colto l'opportunità che ci è stata offerta a suo tempo dalla Fondazione Tercas», sottolinea, «per l'ingresso di un fondo destinato alla realizzazione del progetto di housing sociale». Brucchi ricorda che da tempo il Comune era impegnato in iniziative per il recupero delle case di via Longo avviate dai suoi predecessori senza sbocchi concreti. «Con questa possibilità abbiamo trovato una soluzione concreta», osserva, «che avrà anche una valenza sociale perché favorirà la convivenza in una stessa zona di famiglie di diversa estrazione». ll sindaco, dunque, difende la bontà della scelta e la correttezza della procedura seguita dall'amministrazione con il coinvolgimento della società Sgr e di Cassa depositi e prestiti. Con i rappresentanti di queste ultime Brucchi e l'assessore all'urbanistica Mario Cozzi hanno tenuto un incontro a Roma durante il quale è stata riaffermata la volontà di dare attuazione al progetto come previsto. «Stiamo mettendo a punto alcuni dettagli», fa sapere il primo cittadino, «e la procedura sarà completata in poche settimane senza l'applicazione di penali a carico del Comune».
Brucchi ammette che l'operazione sconta un ritardo di qualche mese rispetto alla tabella di marcia. Lo slittamento dei tempi, a detta del sindaco, è dovuto al protrarsi del trasferimento degli inquilini che occupano le prime due palazzine da demolire. «Nessuno vuole buttare le famiglie in mezzo alla strada», precisa, «abbiamo cercato insieme le nuove collocazioni tenendo conto delle loro esigenze». Questo, dunque, ha comportato un'attesa più lunga condivisa anche da Sgr e Cassa depositi e prestiti.
Secondo Brucchi non c'è alcun intento speculativo nell'operazione. «La cubatura dei nuovi immobili sarà quella attuale, più l'aggiunta della quota prevista per legge», conclude, «l'iniziativa di Paola Cardelli è assolutamente da censurare perché non si amministra con le denunce».
Gennaro Della Monica
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