Brucchi vuole ricostruire il centrodestra

Il sindaco lancia un laboratorio politico per ricomporre la coalizione e scegliere il proprio successore
TERAMO. Un laboratorio politico per rilanciare il centrodestra e scegliere il nuovo candidato sindaco. L'idea è di Maurizio Brucchi che a breve, dice lui, convocherà tutte le forze della coalizione, partiti tradizionali e liste civiche, con l'obiettivo d'individuare il suo successore con largo anticipo rispetto alla scadenza del mandato.
«Oggi è il momento di ricostruire la coalizione», esordisce il primo cittadino, «domani potrebbe essere tardi». Brucchi intende così «rimettere in gioco» la coalizione alla luce dei segnali positivi che ha visto nel consiglio comunale di martedì, quando sono tornati ad essere presenti tutti e 21 gli esponenti della maggioranza con cui ha vinto le elezioni nel 2014. «Al netto del 50% di "Al centro per Teramo" ho ottenuto una risposta confortante», osserva il sindaco, «tutti infatti si sono detti contrari al commissariamento e pronti a far arrivare la consiliatura a scadenza naturale».
Con questa premessa, secondo Brucchi, si può pianificare il futuro non solo a breve termine, abbandonando la navigazione a vista che ha caratterizzato il triennio seguito all'ultima tornata elettorale. «Non si può arrivare ai sei mesi prima della scadenza fissata per la primavera del 2019 senza avere un candidato sindaco», tiene a precisare Brucchi, che non è direttamente interessato da questo discorso perché non potrà riproporsi per un terzo mandato, «né chi oggi si dice distante dalla coalizione potrà tentare di riavvicinarsi nell'imminenza delle elezioni puntando su una candidatura unitaria». L'alleanza sfilacciata dalle crisi a ripetizione degli ultimi anni va ricostruita subito. «Anche le ultime amministrative hanno dimostrato che il centrodestra unito è vincente», osserva il primo cittadino, «ma da oggi vanno gettate le basi per continuare a governare la città attualizzando il progetto iniziato con Gianni Chiodi». Nel giro di una decina di giorni, dunque, il sindaco chiamerà a raccolta gli alleati storici per «un confronto operativo» che guardi al futuro, accantonando i motivi della crisi ancora irrisolta in Comune.
«I presupposti perché la coalizione torni unita ci sono», ribadisce il primo cittadino, «ma bisogna battere il ferro finché è caldo». L'apertura del tavolo sul futuro della coalizione servirà al sindaco per appianare i contrasti attuali con dissidenti ed ex alleati e potrebbe anche allargare gli orizzonti della coalizione. «Questo diventerebbe un punto di partenza per ampliare il confronto utilizzando lo stesso metodo», conclude Brucchi, «e riconquistare la Regione». (g.d.m.)
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